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Paolo Pasqualini sbranato dai cani a Manziana, le motivazioni della sentenza: “Se correttamente custoditi non sarebbe morto”

Il giudice nelle motivazioni della sentenza, che condanna Pintus e Minelli, spiega che se i tre rottweiler che hanno sbranato Paolo Pasqualini nel bosco di Manziana fossero stati correttamente custoditi, non sarebbe morto.
A cura di Alessia Rabbai
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Inadeguatezza strutturale dei presidi di contenimento, mancata vigilanza nella gestione quotidiana dei cani e affidamento degli animali a una persona non idonea. Sono gli aspetti principali che emergono dalle motivazioni della sentenza nei confronti di Patrizio Pintus e Giovanna Minelli.

Imputati nel processo con giudizio abbreviato per la morte di Paolo Pasqualini, sbranato dai loro tre cani di razza rottweiler nel bosco Macchia Grande di Manziana l'11 febbraio del 2024, per il giudice l'aggressione mortale era prevedibile ed evitabile e la condotta omissiva degli imputati ha avuto un ruolo causale diretto nella fuga dei cani.

L’aggressione a Pasqualini è stata ricostruita come un attacco predatorio: se i cani non fossero fuggiti, l’evento non si sarebbe verificato. La fuga è stata resa possibile proprio dalle omissioni dei due imputati. Parti civili nel processo sono la sorella di Paolo, Priscilla Pasqualini, rappresentata dall'avvocato Aldo Minghelli e l'associazione "L'altra parte del guinzaglio".

Le motivazioni della sentenza

Per il giudice del Tribunale di Civitavecchia Pintus e Minelli avrebbero dovuto adottare tutte le cautele necessarie a impedire la fuga dei cani e la conseguente esposizione a rischio per le altre persone. La recinzione dell’abitazione non era idonea a garantire la custodia degli animali. La rete perimetrale infatti, com'è emerso in sede di sopralluogo, risultava sollevata in più punti, con un varco che consentiva il passaggio verso un’area confinante con il bosco.

Il cancello d’ingresso non si chiudeva correttamente, ma con una catena avvolta più volte, che non garantiva sicurezza. Per il giudice la recinzione, pur realizzata anni prima da una ditta specializzata, non era stata mantenuta in condizioni tali da impedire la fuga dei cani, e gli interventi di ripristino di Pintus erano occasionali e insufficienti.

Un ulteriore profilo di colpa riguarda Pintus, che ha lasciato i cani in custodia alla ex Minelli,  pur sapendo che non era una persona idonea a gestirli correttamente. La sentenza richiama l’ordinanza ministeriale del 2013, secondo cui il proprietario deve affidare il cane solo a persone in grado di garantirne una gestione sicura.

Le condanne

Pintus e Minelli, difesi dall'avvocato Giancarlo Ascanio, sono stati entrambi condannati a un anno di reclusione con il beneficio della sospensione della pena, con il riconoscimento delle attenuanti generiche, e al pagamento di una provvisionale di 50mila euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a dieci mesi e venti giorni di reclusione; mentre la difesa degli imputati in via principale l'assoluzione per la non sussistenza del fatto. Il giudice ha acquisito la documentzione prodotta e al termine della camera di consiglio è stata affermata la penale responsabilità di Pintus e Minelli per omicidio colposo.

Paolo Pasqualini sbranato dai cani nel bosco di Manziana

Paolo Pasqualini si trovava all'interno del bosco Macchia Grande di Manziana in provincia di Roma la mattina dell'11 febbraio 2024, nei pressi dell'ingresso di via Poggio della Torre. I tre rottweiler lo hanno aggredito, uccidendolo in un punto che dista circa 600 metri in linea d'aria dall'abitazione dalla quale sono scappati. A chiamare i soccorsi è stata una ragazza, che ha udito delle urla.

Successivamente è arrivato un allevatore del posto, che Fanpage.it ha intervistato, il quale ha cercato di allontanare i cani dal corpo di Paolo, brandendo un forcone, in modo che gli operatori nel frattempo arrivati nel bosco potessero intervenire in sicurezza. Purtroppo i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Due dei cani sono scappati nel bosco e stavano per aggredire dei ciclisti, ma una guardia zoofila li ha bloccati e tutti e tre sono stati catturati.

L'autopsia ha evidenziato una morte "per insufficienza cardiorespiratoria acuta, ascrivibile a un duplice meccanismo di natura asfittica meccanica violenta ed emorragica a seguito di lesione da morso canino".

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