Sbranato dai cani, l’allevatore che ha cercato di salvarlo: “Ho gridato per attirarli contro di me”

Filippo Vecchiarelli, l’allevatore di Manziana che ha tentato di salvare Paolo Pasqualini mentre i tre rottweiler lo sbranavano nel bosco intervistato da Fanpage.it ha raccontato i drammatici momenti: “Ho gridato per attirare i cani verso di me ma era già morto”.
A cura di Redazione Roma
4.795 CONDIVISIONI
Paolo Pasqualini e l'allevatore Filippo Vecchiarelli che ha cercato di salvarlo
Paolo Pasqualini e l'allevatore Filippo Vecchiarelli che ha cercato di salvarlo

Intervista di Simona Berterame, articolo di Alessia Rabbai

Filippo Vecchiarelli è un allevatore di Manziana che porta il bestiame al pascolo nel bosco Macchia Grande, uno spazio verde di circa 600 ettari gestito dall'Università Agraria dove residenti e non abitualmente fanno passeggiate, vanno in bicicletta e a cavallo. Era nel bosco anche la mattina presto di domenica scorsa, quando sono accaduti i drammatici fatti che hanno scosso la comunità alle porte di Roma. È stato lui che ha cercato di salvare Paolo Pasqualini dalla morsa di tre rottweiler che lo hanno sbranato, rischiando la vita. Fanpage.it lo ha intervistato, per chiedergli di ripercorrere i tragici momenti che si è visto costretto ad affrontare.

"Il ragazzo era immobile, i cani gli stavano sopra"

"Ero vicino al luogo in cui è successa la tragedia, mi ha raggiunto una ragazza dicendomi di aver udito un uomo che gridava "aiuto" ma io non avevo sentito nulla – spiega Filippo – Quando sono arrivato nel punto indicato però non strillava più nessuno. Mi è venuto d'istinto estrarre il forcone che uso per il fieno dal pick up, girando l'angolo ho visto la scena terribile". Fatica a parlare Filippo stanotte non ha dormito, gli sembra di vedere ancora davanti agli occhi ciò che ha vissuto. "Mi dispiace tanto sia per il ragazzo che per la sua famiglia. Quando sono arrivato era immobile, dunque suppongo che fosse già morto. I cani erano sopra di lui. Morire così è terribile".

"Attirata l'attenzione dei cani su di me, non è servito a salvarlo"

Filippo ha tentato di salvare la vita al ragazzo non considerando il fatto che sarebbe potuto morire anche lui. Ma non ci ha pensato due volte: "Quando ho visto quella scena terribile davanti ai mie occhi la prima cosa che mi sono sentito di fare è gridare, perché volevo attirare l'attenzione dei cani, credendo di distrarli. Si sono focalizzati su di me, mi sono corsi in contro ma sono riuscito a difendermi. Fortunatamente avevo la macchina poco distante, mi sono chiuso dentro. Ho fatto ciò che potevo, purtroppo non è servito ad evitare che il ragazzo morisse".

4.795 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views