Ospedale Sant’Andrea, sindacato denuncia un’aggressione:”Dottoressa presa a calci e infermiera a pugni”

Una dottoressa e un'infermiera sarebbero state aggredite nel pomeriggio di ieri, lunedì 1 giugno, all'interno del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell'ospedale Sant'Andrea di Roma. A denunciarlo è il sindacato Confintesa Sanità, che parla della seconda aggressione avvenuta nel reparto nel giro di dieci giorni e punta il dito contro presunte criticità nei sistemi di emergenza e sicurezza della struttura.
Confintesa Sanità: "I sistemi di allarme non hanno funzionato"
Le circostanze dell'accaduto e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate, ma, secondo quanto riferito dall'organizzazione, una dottoressa sarebbe stata colpita con un calcio, mentre un'infermiera avrebbe ricevuto pugni durante l'aggressione nel reparto. Nella nota diffusa, Confintesa Sanità sostiene inoltre che i dispositivi di allarme in dotazione al personale non avrebbero funzionato correttamente. Sempre secondo il sindacato, la vigilanza interna sarebbe stata allertata soltanto tramite una telefonata e non attraverso gli appositi sistemi anti-aggressione.
"Chiediamo presidio fisso delle forze dell'ordine"
L'episodio arriva a poche settimane da una precedente aggressione denunciata all'interno dello stesso reparto. Proprio dopo quell'evento, avvenuto il 18 maggio, si era svolto un confronto tra il sindacato e la Direzione aziendale sul tema della sicurezza.
Durissimo il commento di Alessio Minadeo, segretario regionale di Confintesa Sanità: "Siamo oltre il limite della decenza. Il 19 maggio la Direzione ha voluto minimizzare le nostre denunce, paventando perizie per convincerci che al terzo seminterrato tutto funzionasse a meraviglia. Oggi la realtà ha smentito quelle carte: i dispositivi non hanno funzionato e altre due lavoratrici sono state picchiate. Di fronte a questa evidente incapacità di garantire l’incolumità del personale, chiediamo l’intervento immediato del Prefetto di Roma. Se l’Azienda non è in grado di proteggere i propri dipendenti, si proceda con il presidio fisso delle forze dell’ordine".
"Pronti a denunciare l'azienda ospedaliera"
Sulla stessa linea Sandra Di Blasio, segretaria provinciale di Roma del sindacato: "Mentre la Direzione si preoccupava di contestarci i comunicati e di difendere una burocrazia difensiva, le nostre donne e i nostri uomini in corsia hanno continuato a lavorare a proprio rischio e pericolo. La farsa delle relazioni tecniche finisce oggi davanti al calcio e ai pugni incassati da una dottoressa e da un’infermiera. Questa Direzione ha il dovere giuridico e morale di tutelare chi lavora. Non tollereremo ulteriori rimpalli: siamo pronti a denunciare l’Azienda per violazione dell'Articolo 2087 del Codice Civile sulla tutela delle condizioni di lavoro".
Confintesa Sanità collega quanto accaduto anche alla situazione dei reparti psichiatrici regionali, sostenendo che il sovraccarico degli SPDC e le difficoltà della sanità territoriale abbiano reso sempre più complessa la gestione dei casi più problematici. Il sindacato chiede ora interventi immediati e misure strutturali per garantire maggiore sicurezza agli operatori sanitari.