Aggressione all’ospedale Sant’Andrea, medici e infermieri presi a pugni: quattro feriti

Quattro feriti tra medici e infermieri a seguito di un'aggressione avvenuta all'ospedale Sant'Andrea di Roma. L'episodio è accaduto nella mattinata di oggi, lunedì 18 maggio, al Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC). Un paziente ha aggredito l'équipe di turno. Si tratta di un uomo già noto per continui ricoveri e per diverse aggressioni precedenti nei confronti del personale sanitario.
A denunciare l'accaduto è Confintesa Sanità, sindacato che rappresenta i lavoratori del comparto sanitario pubblico e privato: "Oltre alla violenza siamo di fronte a un gravissimo e inaccettabile fallimento dei sistemi di sicurezza interna" scrive in una nota il sindacato. Gli orologi dotati di pulsante anti-aggressione in dotazione al personale, infatti, non avrebbero funzionato.
"La giustificazione addotta dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), secondo cui la collocazione del reparto al terzo piano seminterrato causerebbe problemi strutturali di connessione, è una scusa intollerabile che mette a repentaglio la vita dei lavoratori".
Due medici e due infermieri aggrediti al Sant'Andrea
Secondo quanto ricostruito il paziente ha dato uno schiaffo alla dottoressa responsabile del reparto, ha colpito al volto un medico, rompendogli il labbro, e ha preso a pugni due infermieri. L’uomo era stato dimesso dal Sant'Andrea e trasferito in una clinica solo pochi giorni fa, dalla quale è stato immediatamente riallontanato e riportato al Sant’Andrea, dopo aver aggredito un operatore della struttura.
"Non è ammissibile che medici e infermieri debbano recarsi al lavoro con l'angoscia di essere usati come sacchi da pugili" commenta la segretaria provinciale di Roma di Confintesa Sanità Sandra Di Blasio: "Questo paziente non doveva trovarsi lì: siamo davanti al collasso evidente della sanità territoriale". Il sindacato chiede il ricollocamento immediato del paziente in una struttura idonea e il ripristino di sistemi di allarme funzionanti".
"Messa in sicurezza del reparto e trasferimento del paziente"
Il sindacato ha annunciato che sarà pronto a proclamare lo stato di agitazione, qualora non arrivino risposte concrete a tutela dei lavoratori. Ha contattato la direttrice generale dell'Azienda Francesca Milito e il direttore sanitario Gallo, chiedendo un intervento di messa in sicurezza del reparto.
"L’Spdc del Sant’Andrea, così come altri reparti regionali, sono vittima di un sovraccarico insostenibile dovuto alle croniche carenze della salute mentale sul territorio – conclude il sindacato – Strutture d'emergenza nate per la gestione delle acuzie si trovano sistematicamente a dover ospitare pazienti cronici e violenti che necessiterebbero di percorsi protetti e strutture dedicate a lungo termine, che la rete territoriale non è più in grado di garantire".