Monopattini e bici in sharing a Roma, stretta su sosta e velocità: più mezzi in periferia

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Monopattini in sosta selvaggia a Roma (Lapresse)
Il Campidoglio prepara il nuovo bando per monopattini ed e-bike in sharing: stop alla sosta selvaggia, limiti a 6 km/h nelle aree affollate e obbligo di coprire anche i quartieri fuori dal centro.

Parcheggi dedicati, limiti di velocità e una migliore distribuzione sul territorio. Per monopattini e biciclette elettriche in sharing a Roma si prospetta una piccola rivoluzione. La Giunta capitolina ha approvato le linee guida per il nuovo affidamento del servizio a ditte private. Saranno tre le autorizzazioni messe in palio per i monopattini e altrettante per le biciclette. Concessioni che dureranno tre anni ma che si prospettano molto stringenti, per creare un servizio più efficiente per i cittadini. "Il monopattino rovesciato sul marciapiede, davanti a uno scivolo o a una fermata dell'autobus – ha dichiarato l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità , Eugenio Patanè -, è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte, e che ha fatto perdere al servizio una parte della fiducia dei cittadini".

La stretta sulla sosta: il noleggio si chiuderà solo negli spazi consentiti

Proprio nella sosta si registra quella che può essere la novità più importante. Monopattini e biciclette potranno essere lasciati soltanto negli stalli individuati, una misura che il Comune ha già iniziato a sperimentare con delle aree consigliate. Per concludere il noleggio sarà necessario fotografare il mezzo parcheggiato. Una misura che costringerà le aziende concorrenti ad intervenire sui propri software: le app dovranno impedire la chiusura della corsa nelle aree dove la sosta o la circolazione sono vietate. Alcune strade saranno del tutto interdette ai mezzi, mentre in altre, affollate, la velocità dovrà restare sotto i 6 chilometri orari.

Nei parcheggi obbligatori, saranno individuate anche delle postazioni nelle quali trovare il casco. Il bando recepisce, infatti, le nuove misure nazionali della legge 177 del 2024: obbligo del casco sui monopattini per tutti i conducenti a prescindere dall’età, la targa e il contrassegno identificativo, la copertura assicurativa, il divieto di sosta sui marciapiedi.

Distribuzione più uniforme anche in periferia

Le linee guida del nuovo bando sono pronte a modificare anche la distribuzione dei mezzi nella città. Per ciascun operatore e per ciascuna tipologia di mezzo: saranno massimo 30 nella Ztl Tridente; 300 nella Ztl Centro storico diurna, escluse le vie del Tridente; 70 nella Ztl notturna di Trastevere; 800 nel resto del I Municipio. L'obiettivo dichiarato è quello ridurre la concentrazione dei mezzi nelle zone monumentali e turistiche, dove gli spazi si fanno stretti e i vicoli affollati.

Al contrario, sarà introdotto un minimo di mezzi nelle aree periferiche e semiperiferiche. Anche qui dovranno arrivare i servizi di sharing, con ogni operatore che dovrà coprire un'area di almeno 95 chilometri quadrati e garantire la presenza di almeno 12 monopattini e 6 biciclette per chilometro quadrato. Numeri che ci dicono quando dovranno essere grandi le flotte degli operatori: un minimo di 1140 monopattini e 570 biciclette ciascuno in tutta la città, anche nei quartieri dove la domanda è più bassa. Di questi mezzi, almeno il 90 per cento dovrà essere disponibile tra aprile e ottobre, quota che scenderà al 70 da novembre a marzo. "Obblighiamo gli operatori a stare anche fuori dal centro, con una densità minima garantita nei quartieri, mentre nel Tridente e nel centro storico fissiamo tetti stringenti. – ha aggiunto Patanè -. La micromobilità condivisa deve servire chi vive a Roma, non soltanto chi la visita".

Rimozione dei mezzi parcheggiati male e massimo una persona sui monopattini

I limiti, stringenti, riguarderanno anche la distanza, almeno 70 metri, a cui dovranno essere posizionati i mezzi dello stesso operatore, raggruppati in non più di cinque veicoli. Mentre tra i raggruppamenti di aziende diverse dovranno essere lasciati almeno due metri. Stretta anche sui mezzi parcheggiati in aree vietate, che dovranno essere rimossi entro sei ore dalla segnalazione. Se l'operatore non provvederà, o in casi urgenti, procederà Roma Capitale alla rimozione addebitando le spese all’operatore.

Le aziende che parteciperanno al bando dovranno anche provvedere a modificare i loro mezzi, che non potranno essere più vecchi di due anni: i monopattini dovranno, infatti, essere dotati di sensori capaci di rilevare la presenza di due persone e, nel caso, bloccare lavvio. "A Madrid uno dei motivi che ha portato al divieto è stato che la gente andava in due sullo stesso monopattino: noi, invece di vietare, chiediamo agli operatori un mezzo che in due non parta", e evitare così spiacevoli e spesso gravi incidenti.

Sconti per gli abbonati Metrebus

Il nuovo bando proverà a evitare anche un nuovo caso come quello che ha portato alla multa da 2,7 milioni di euro per Bird, Lime e Dott, gli attuali gestori che hanno reso difficile agli abbonati annuali ai mezzi pubblici di Roma accedere alle corse gratuite in monopattino ed e-bike previste. Non prevista al momento la gratuità, ma tutti gli operatori dovranno offrire una tariffa agevolata a chi possiede un abbonamento annuale Metrebus nella zona A. Lo sconto, applicato nell'app, non potrà aumentare durante i tre anni dell’autorizzazione. Inoltre, saranno premiate le aziende che estenderanno il servizio lungo le principali linee ferroviarie e metropolitane, così da collegare le stazioni con le destinazioni finali degli utenti. "Questi mezzi non sono un’alternativa al trasporto pubblico, ma la sua estensione fino al portone di casa".

Call center h24 e verifiche continue di Roma Capitale

Lontano dalla strada, le aziende dovranno garantire un call center in italiano e inglese attivo 24 ore su 24. Dovranno essere utilizzate fonti rinnovabili per la ricarica e assicurate procedure per il riciclo delle batterie. Ma il nuovo bando impegna anche Roma Capitale a un serio controllo, con Roma Servizi per la Mobilità che effettuerà sette rilevazioni giornaliere per verificare la giusta distribuzione dei mezzi. In caso di violazioni, ci sarà l'aumento del canone del mese successivo per gli operatori, mentre, per irregolarità ripetute, scatteranno sospensioni da un minimo di sette giorni fino alla revoca dell'autorizzazione. Durante la sospensione l’azienda continuerà a pagare il canone e avrà dieci giorni per presentare le proprie controdeduzioni. "Numeri chiari, spazio pubblico rispettato, controlli automatici e conseguenze reali per chi non mantiene i patti", sottolinea Patanè.

Patanè: "Vietare è la risposta sbagliata"

La presenza crescente di questi mezzi ha messo in crisi non poco molte città europee, tanto che alcune di queste – Madrid, Praga, Parigi e Firenze per esempio – hanno eliminato del tutto il servizio. Anche Roma ha ridotto la presenza: nel 2021 erano presenti sette operatori con più di 26mila mezzi. "Credo che vietare sia la risposta comoda e sbagliata – ha concluso Patanè -: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio. La strada che abbiamo scelto è più faticosa: governarli".

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