Se a Latina una persona vinceva qualcosa alla lotteria, aveva poco da festeggiare. Perché gli esponenti del clan Travali, venuti a sapere di quella piccola o grande somma, andavano a battere cassa come se quel denaro gli spettasse. E mettevano così in scena intimidazioni e prepotenze, che spesso culminavano anche con aggressioni fisiche, minacce di morte e quelle che sono state definite dal gip ‘vere e proprie torture'. Sono 19 le persone arrestate ieridagli agenti della squadra mobile, con accuse che vanno a vario titolo dall'estorsione, al traffico di droga fino all'omicidio. Tutti i capi d'accusa hanno l'aggravante del metodo mafioso. Si tratta di persone che fanno parte del clan Travali, un'organizzazione criminale di stampo familiare molto attiva nella zona di Latina e nei comuni limitrofi. In 18 sono finite in carcere, una ai domiciliari.

Estorsioni e torture, il metodo del clan Travali

Le indagini, partite nel 2015, hanno portato alla luce molti comportamenti messi in atto dal gruppo. E così la Direzione distrettuale antimafia ha scoperto come quel gruppo legato ai Casamonica, operasse nella zona di Latina. In molti avevano paura di denunciare le prepotenze e le aggressioni, convinti che non avrebbero avuto poi vita facile, se non addirittura la possibilità di essere uccisi in caso di esposto alle forze dell'ordine. Un ragazzo di Latina, che nel 2010 aveva vinto il concorso ‘Turista per sempre', era stato costretto a dare centinaia di migliaia di euro al clan, che in un'occasione aveva addirittura minacciato la moglie, facendole perdere la montata lattea. Da allora, non aveva più potuto allattare il suo neonato. Prendendo a pretesto un debito di droga di 3mila euro, lo avevano forzato a cedere la macchina della moglie, la casa, denaro e a comprare per loro mobili dal valore di 35mila euro l'uno. Le estorsioni sono state confermate, anche dai pentiti: il ragazzo, che era finito a vivere con la famiglia in un appartamento in affitto, era arrivato a dargli anche 6mila euro al mese.