Dopo le critiche piovute contro Vincenzo De Luca dopo l'ordinanza con cui ha chiuso le scuole fino al 30 ottobre, Nicola Zingaretti è stato uno dei pochi a difendere il governatore della Campania. "De Luca combatte per difendere la sua comunità", ha scritto il governatore del Lazio e segretario del Partito Democratico. Una dichiarazione che non è solo difesa d'ufficio di un esponente del Partito Democratico: il Lazio è pronto a prendere misure simili per abbassare l'indice di contagio.

Vertice alla Regione Lazio: Zingaretti aspetta il Dpcm del governo

Alla Pisana ieri un lungo vertice con il governatore e l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. Sul piatto diverse ipotesi per tentare di piegare la curva epidemiologica, a cominciare dalla chiusura di scuole superiori e università con il ritorno della didattica a distanza, l'ulteriore incentivazione dello smart working, in particolare nel pubblico, e nuove restrizioni alla socialità e all'attività sportiva. Ma Zingaretti è stato irremovibile: prima di qualsiasi mossa bisogna aspettare il nuovo Dpcm su cui il governo è a lavoro.

Si aspetterà dunque l'esito del tavolo di questa mattina tra regioni e Governo, nel tentativo di stabilire una linea comune. Se poi le misure contenute nel nuovo provvedimento nazionale non saranno ritenute sufficienti si procederà con l'ordinanza regionale, così come prassi. Ieri è stato lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza ha ricordare la facoltà delle regioni di adottare misure ad hoc, all'interno del quadro condiviso.

"Non abbiamo assunto alcuna decisione in merito a nuovi provvedimenti per contenere il contagio e non è prevista alcuna decisione autonoma. Con senso di responsabilità, e secondo un metodo utilizzato da quando è cominciata la pandemia, parteciperemo al confronto con il Governo e le Regioni e applicheremo tutti i provvedimenti che si decideranno insieme", si legge in una nota della Regione Lazio.

Il nuovo Dpcm allo studio

Secondo le notizie emerse nelle scorse ore il nuovo Dpcm prevede la chiusura anticipata di tutti i locali pubblici alle 22.00. Bar, ristoranti, pasticcerie, pub, circoli ricreativi dovranno dunque abbassare prima la saracinesca. Ma non solo: si va verso la chiusura totale di centri estetici, parrucchieri, palestre, teatri e cinema.