Bimbo di 7 anni annega alle terme, Gabriele stava festeggiando il compleanno: indagini per omicidio colposo

La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo contro ignoti sulla morte di Gabriele Ubaldo Petrucci, bambino di 7 anni annegato ieri sabato 18 aprile in una piscina delle Terme di Suio, a Castelforte in provincia di Latina. Il piccolo si trovava nella struttura insieme ai genitori. La famiglia era arrivata da Roma per festeggiare con un fine settimana di relax il compleanno del bambino.
Le indagini di procura e carabinieri
Resta ancora da chiarire la dinamica con cui Gabriele è rimasto intrappolato sott'acqua. Adesso i pubblici ministeri vogliono capire se ci sono state delle falle nei sistemi di sicurezza e se si poteva evitare questa tragedia. Intanto il sostituto procuratore Alfredo Mattei, titolare del caso, è in attesa di una prima informativa da parte dei carabinieri che potrebbe portare alle prime iscrizioni nel registro degli indagati.
Secondo quanto ricostruito in queste prime ore dai carabinieri della compagnia di Formia, il bambino sarebbe stato risucchiato da un bocchettone di scarico della vasca del centro termale. Il dispositivo di aspirazione avrebbe bloccato un arto della vittima, che non sarebbe quindi riuscita a riemergere. Si allontana l'ipotesi di un malore, ma per escluderla del tutto bisognerà aspettare i risultati dell'autopsia che verrà disposta nelle prossime 24 ore.
Gabriele Petrucci, morto annegato a 7 anni alle terme di Suio
Gabriele Petrucci frequentava una scuola elementare nella zona di Colle Oppio a Roma. Il padre, Antonello, sarebbe stato il primo a tentare di rianimare il figlio precedendo gli operatori sanitari del 118 arrivati con un'ambulanza, un'auto medica e anche l'elimbulanza. Nonostante lo shock, sia lui che la madre si sono recati stamattina presso il comando dei carabinieri per provare a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
"La famiglia ora è chiusa in un dolore immenso per la perdita tragica di un figlio, quello che chiede è che venga fatta giustizia. Solo due settimane fa a Rimini si è verificata una storia analoga, vittima sempre un bambino, e nessuno ha sentito il dovere di controllare se nella propria struttura fosse tutto a norma?", ha dichiarato l'avvocato Francesco Lauri, legale della famiglia Petrucci.
Il legale della famiglia: "Quel bocchettone era scoperto"
"In vista dell'esame autoptico abbiamo nominato un nostro consulente, il professor Nicandro Buccieri che assisterà alle operazioni e attendiamo l'esito dei rilievi tecnici disposti dalla procura, che ha sequestrato la piscina della struttura – ha continuato Lauri -. Quel bocchettone era libero, andrà appurato se la griglia non era stata messa o se era stata collocata male. Non si può permettere l'ingresso in piscina senza aver verificato tutto alla perfezione, a maggior ragione alla luce di una tragedia identica che si è verificata pochi giorni fa. In ogni caso sta emergendo che si tratta di un sistema fallace che va rivisto", ha concluso.