Domani l’autopsia sul bimbo di 7 anni annegato alle terme a Latina: quattro indagati per omicidio colposo

Domani sarà una giornata importante nel contesto dell'iter procedurale che punta a far luce sulla tragica scomparsa di Gabriele, il bambino di 7 anni annegato lo scorso sabato 18 aprile in una piscina termale a Suio, frazione di Castelforte, in provincia di Latina. Nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile, verrà eseguita l'autopsia sul corpo del piccolo. Intorno alle 12.30, infatti, presso la procura di Cassino è previsto il conferimento dell'incarico al medico legale che dovrà effettuare materialmente l'esame.
La famiglia del piccolo ha già fatto sapere che nominerà Nicandro Buccieri come consulente di parte. Al momento, il fascicolo d'indagine aperto dal magistrato Alfredo Mattei, sotto il coordinamento del procuratore capo Carlo Fucci, ipotizza il reato di omicidio colposo: quattro persone indagate.
Il focus degli inquirenti resta sui sistemi di sicurezza
La nomina del consulente tecnico da parte della procura è il primo, necessario passaggio per avviare gli accertamenti irripetibili sulla salma di Gabriele, attualmente trasferita presso l'obitorio dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino. L'esame autoptico servirà a confermare la morte per annegamento e a chiarire per quanto tempo il bambino sia rimasto intrappolato sul fondo. Il focus degli inquirenti resta sulla verifica dei sistemi di sicurezza del complesso termale: in primis, si dovrà accertare se i bocchettoni aspiranti utilizzati per evitare il ristagno dell'acqua fossero dotati delle griglie protettive previste dalle norme vigenti e se il sistema di filtraggio rispondesse a tutti i requisiti tecnici necessari per evitare incidenti.
Le normative tecniche di riferimento
Un punto fondamentale, invece, nell'ambito degli accertamenti sull'impianto di ricircolo dell'acqua, potrebbe essere la conformità o meno alla serie di norme tecniche europee EN 13451, recepite come UNI EN 13451 dall'Ente italiano di normazione. Gli standard 13451-1 e 3 potrebbero essere di particolare rilievo perché stabiliscono i requisiti generali di sicurezza per tutte le attrezzature installate in piscine a uso pubblico, ma allo stesso tempo sono indicati dal decreto ministeriale 37/2008 come criteri legali di riferimento per dimostrare che gli impianti sono realizzati correttamente anche in piscine private.
Se la prima direttiva definisce le regole per evitare l'intrappolamento delle dita e altri rischi di schiacciamento o taglio, la seconda riguarda specificatamente i componenti di aspirazione e scarico e introduce i requisiti per prevenire il rischio di risucchio e intrappolamento del corpo o dei capelli.
Eventuali iscrizioni nel registro degli indagati solo dopo le analisi
Secondo le prime testimonianze, sabato poco dopo le 15 il braccio del bambino sarebbe rimasto incastrato nel condotto a causa della forte pressione di aspirazione. Nonostante il tempestivo intervento del padre e di altri presenti nella struttura alberghiera, il bambino è stato liberato solo dopo lo spegnimento forzato dei motori della pompa e non è stato possibile rianimarlo, nonostante il tentativo dei sanitari, durato tre ore.
L'intera area della piscina rimane sotto sequestro giudiziario per permettere ulteriori analisi tecniche. Solo dopo l'esito dei rilievi e dell'autopsia la procura potrà valutare eventuali iscrizioni nel registro degli indagati per omessa attuazione delle norme di sicurezza.