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Liberare più posti letto possibile: questa è la priorità del momento per gli ospedali di Roma. Con l'aumento dei casi di coronavirus, gli accessi quadruplicati nei pronto soccorso e 500 nuovi ricoveri in soli quattro giorni, i nosocomi sono fortemente sotto stress. La Regione Lazio ha stimato un fabbisogno di 5.300 posti letto per far fronte al picco della seconda ondata che ha investito le regioni a partire dal mese di settembre. E i medici romani lanciano l'allarme: servono posti letto per i nuovi ricoveri e velocizzare l'uscita di quei pazienti che, una volta superata la fase acuta della malattia, possono continuare la degenza a casa. Ma spesso non possono per vari motivi: o perché non hanno nessuno che possa aiutarli, o perché vivono in case con altre persone e non hanno spazi sufficienti per poter passare la quarantena in sicurezza.

Troppo lunghi i tempi per le dimissioni

"Gli ospedali di Roma cominciano a riempirsi. I posti letto iniziano a scarseggiare. Ma oltre all’aumento dei casi e quindi dei pazienti che necessitano di ricovero, si forma un vero e proprio collo di bottiglia al momento delle dimissioni". Lo ha dichiarato Luciano De Biase, responsabile dei reparti Covid del Sant'Andrea, in un'intervista a Il Corriere della Sera. Secondo De Biase, i Covid Hotel e le Rsa sono un prezioso aiuto, ma non basta. "Purtroppo aspettiamo a lungo – spiega – E nel frattempo i malati restano in ospedale finché non si negativizzano". I tempi di attesa possono arrivare anche a una settimana. Sette giorni in cui i pazienti continuano a essere ricoverati mentre i posti letto rimangono gli stessi.

"Più posti letto, aprire strutture inutilizzate"

La soluzione? Per De Biase è aumentare i posti letto nelle Rsa e aprire le strutture inutilizzate da anni, che potrebbero fornire un importante supporto nella lotta contro il Covid-19. "Bisogna cercare altre strutture, magari inutilizzate come quella dell’Irca sulla Cassia, chiusa da anni, dove si potrebbero ricavare un centinaio di posti letto per l’isolamento. Ma a Roma ce ne sono tante altre. L’imperativo ora è liberare più posti letto possibile. Sono come oro".