video suggerito
video suggerito

Incendio all’ospedale di Tivoli, chiesto il processo per undici persone: il rogo causò tre morti

Per l’incendio del 2023 all’ospedale di Tivoli, il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone tra dirigenti, tecnici e responsabili della sicurezza.
L’incendio nell’ospedale di Tivoli.
L’incendio nell’ospedale di Tivoli.

In undici potrebbero finire a processo per l'incendio che nella notte tra l'8 e il 9 dicembre 2023 ha devastato l'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Il bilancio del rogo di quella notte è stato di tre morti e 20 milioni di euro di danni stimati. Oggi, venerdì 19 giugno, i pubblici ministeri della procura tiburtina hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei dirigenti, dei responsabili della sicurezza, dei tecnici e di altre figure del nosocomio coinvolte nella gestione dei servizi e dei rifiuti dell’ospedale: proprio dai rifiuti sarebbero partite le fiamme, forse a causa di un mozzicone o un cortocircuito. Ritenuti a vario titolo coinvolti nel disastro, per l'accusa si sarebbero configurati i reati di incendio e omicidio colposo plurimo, oltre a numerose violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione. La data dell'udienza preliminare è stata fissata al 27 ottobre 2026 alle ore 10.30.

La tesi della procura: "Criticità negli impianti antincendio e nella gestione dei rifiuti"

Tra gli aspetti che hanno spinto la Procura di Tivoli alla richiesta di rinvio a giudizio ci sarebbero le presunte omissioni nella valutazione dei rischi legati a un possibile rogo, così come nella gestione delle misure di sicurezza atte a contenerlo. L'inchiesta si è infatti concentrata su aspetti quali la manutenzione degli impianti idrici antincendio, delle porte tagliafuoco e altre apparecchiature tecnologiche. Su queste misure di prevenzione, l'ipotesi accusatoria ha evidenziato diverse criticità, come pure sul controllo del deposito temporaneo dei rifiuti speciali ospedalieri stipati nel cortile esterno della struttura.

I familiari delle vittime: "Al di là del rogo, vogliamo capire com'è stato gestito"

"Non si tratta solo di capire come sia nato il rogo, ma perché abbia potuto trasformarsi in una tragedia", affermano i familiari di due delle vittime della tragedia, rappresentati dai legali della Studio3A-Valore S.p.A. e dall'avvocato del foro di Isernia Lorenzo Marcovecchio. A costituirsi parti civili saranno i parenti di Romeo Sanna, 86 anni e di Pierina Di Giacomo, 84 anni, entrambi morti la notte dell'incendio. La tesi dell'accusa è che il loro decesso sia dovuto alla brusca interruzione delle terapie in seguito alla concitata evacuazione dell’ospedale e quindi collegato all'allargamento incontrollato dell’incendio. Bisognerà attendere l’udienza preliminare per sapere se gli elementi raccolti dagli avvocati delle famiglie saranno sufficienti per andare a processo.

La società Studio3A è specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Per questo ha incaricato il dottor Antonio Grande, che ha già lavorato in passato con l'azienda, come consulente di parte per le perizie disposte dalla procura, nel tentativo di chiarire non solo l'innesco delle fiamme ma anche come sia stata gestita l'emergenza. Esperto di medicina legale, identificazione delle vittime di disastri e criminalistica, Grande è stato ritenuto il profilo più idoneo ad assistere le famiglie negli accertamenti tecnici disposti dall'autorità giudiziaria.

"Dobbiamo andare fino in fondo per noi e per tutte le persone coinvolte"

"Sono passati quasi tre anni da quella notte che ha cambiato per sempre le nostre vite — spiegano i familiari di Romeo Sanna — tuttavia confidiamo nel lavoro della magistratura e attendiamo che il processo consenta di accertare fino in fondo la verità e le eventuali responsabilità. Lo dobbiamo a lui, alla sua memoria e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia". Decisi ad andare fino in fondo sono anche i parenti di Pierina Di Giacomo: "Non cerchiamo rivincite né scorciatoie, ma soltanto chiarezza e giustizia. Ci auguriamo che il percorso processuale possa fare piena luce su quanto accaduto e contribuire a evitare che una tragedia simile possa ripetersi in futuro a danno di altre famiglie", concludono.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views