Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto in collegamento video alla cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte che si è svolta presso l'Istituto tecnico industriale "Milano" di Polistena, provincia di Reggio Calabria. Nel cortile della scuola è stata dedicata una targa in memoria del 21enne ucciso a Colleferro e un ulivo: "Albero di Willy. Travolto da un branco di persone per le quali non c'è mai stata una scuola", il testo della targa. "Rivolgo un saluto agli studenti dell'Istituto ‘Milano' di Polistena: sarei stato con voi e non è stato possibile per le nuove regole. Anche per voi ci sono nuove regole e credetemi, è stata una decisione non facile e sapete tutti gli sforzi che abbiamo fatto per mantenere la didattica in presenza. Ma la curva del contagio è diventata davvero molto preoccupante ma contiamo di farlo solo per qualche settimana, il tempo per riportare la curva sotto controllo". Così il presidente Conte nel corso del suo intervento video.

Conte: "Willy è stato un buono, ha avuto coraggio, forza e dignità"

"Quando è successo questo tragico evento io stesso sono intervenuto per sottolineare come una vicenda di così efferata violenza non dovesse essere sottovalutata e minimizzata. L'ho fatto perché è una violenza che purtroppo possiamo assumere come emblematica e chiama tutti ad un'assunzione di responsabilità. Le studentesse e gli studenti, gli insegnanti, le autorità scolastiche, le istituzioni a tutti i livelli, le famiglie. Per evitare che un caso come quello di Willy Monteiro accada di nuovo dobbiamo impegnarci tutti quotidianamente perché Martin Luther King diceva che ‘a spaventare non è tanto la violenza dei cattivi, ma l'indifferenza dei buoni'. Per Conte "Willy è stato un buono, non è stato un eroe: ha avuto il coraggio, la forza e la dignità di intervenire in un contesto altamente pericoloso e ci ha rimesso la vita".

Secondo il presidente "dobbiamo scardinare la violenza, fare in modo che non risulti attrattiva. Il modo migliore è studiare, seguire questo percorso di formazione umana e culturale, perché solo adeguati strumenti culturali prevengono l'attrattività della violenza. Altrimenti si arriva alla logica del branco, della sopraffazione, della mitologia della violenza e della sopraffazione. Come contrastarla? Studiando, comprendendo come la cultura ci riscatta. Il principio di rispetto della persona, della dignità di ogni essere umano e la violenza ci pone fuori del perimetro della civiltà. E bisogna afferrare che di contro il rispetto della persona, la logica dell'apertura verso l'altro, di stabilire una autentica relazione interpersonale è una relazione che ci arricchisce. La violenza è l'arma dei più deboli, di coloro che non hanno idee, che cercano di coprire le loro paure e le loro debolezze. La violenza non dobbiamo mai considerarla attrattiva e dobbiamo contrastarla a tutti i livelli. Io mando un abbraccio ai familiari di Willy, alla sorella Milena e alla cugina Kimberly".