“Il fiume ha sommerso tutto”: le testimonianze dei negozianti colpiti dall’esondazione dell’Aniene a Roma

Immagine
Dopo 48 ore di pioggia, il fiume Aniene è esondato nel quadrante est di Roma. Fanpage.it ha raccolto le testimonianze di chi ha vissuto l’emergenza tra strade sommerse, attività ferme e danni a mezzi e parcheggi.

Quarantotto ore di pioggia incessante hanno ingrossato il fiume Tevere e l’Aniene. Quest’ultimo ha raggiunto un picco di 7 metri d’altezza e nel pomeriggio di oggi, martedì 6 gennaio, l’acqua si è riversata nelle strade del quadrante est della capitale.

L’acqua ci arrivava alle ginocchia, i furgoni nel parcheggio sono rimasti sommersi”. A parlare a Fanpage.it è Lorenzo Lenci, il proprietario del Panificio Romano, un forno industriale su via Tivoli, nella zona di Tor Cervara. A pochi metri di distanza c’è il fiume Aniene. Dietro la sua attività, invece, il fosso di Pratolungo, un piccolo affluente che nelle ultime ore è cresciuto fino a inondare tutta l’area circostante.

Con la quantità d’acqua arrivata oggi gli affluenti non sono riusciti a scaricare nel fiume, così invece che scorrere nella giusta direzione è tornato indietro tutto, allagando le strade”, ha spiegato a Fanpage.it Gualtiero Filippi mentre è intento a rimuove le barriere frangiflutti. Filippi è tra i membri della protezione civile che oggi hanno lavorato costantemente per fronteggiare i danni causati dal maltempo. “Le avevamo posizionate per cercare di deviare l’acqua e di evitare che venisse inondata anche la Tiburtina”.

Immagine

Intanto Emanuele Risi, responsabile del panificio, cammina nel parcheggio che ora sembra una piscina. È preoccupato: il gas e la corrente sono stati staccati per una questione di sicurezza. “Domani è quasi certo che non riusciremo a lavorare, abbiamo dovuto dire ai nostri clienti che la situazione qui è questa. Siamo riusciti a salvare gli interni mettendo dei sacchi di farina contro la porta, hanno fermato l’acqua. Però i furgoni pieni d’acqua e le strade sono bloccate, non c’è modo di fare le consegne”.

La stessa sorte è toccata ai loro vicini. L’Argotech è un’azienda di attrezzature antincendio, Stefano Fantucci lavora lì e ora si aggira tra i tanti furgoni bianchi e gli estintori sotto l’acqua. “Era tutto sommerso", ha concluso Fantucci a Fanpage.it. "Oggi ha piovuto tantissimo, non so se è stata aperta la diga di Tivoli, ma si è riversato tutto qui e ci siamo ritrovati il parcheggio allagato. Non so quale sia la situazione dentro, non abbiamo ancora avuto modo di verificare”.

Immagine
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views