Alessandro Giannetti scomparso nell’Aniene, ultime ricerche fino a Ponte Salario e Settecamini

Sono trascorsi tre mesi e mezzo dalla mattina in cui Alessandro Giannetti tornava a casa da lavoro a Tivoli ed è come sparito nel nulla. A partire dalla ore 9.30 di ieri si sono svolte le ultime ricerche, a seguito delle indicazioni del prefetto in cabina di regia. Ricerche che hanno coinvolto la protezione civile, i soccorritori messi in campo dal Comune di Tivoli con il sindaco Marco Innocenzi, l'associazione Penelope Lazio Odv e il Comicato Scientifico Ricerca Scomparsi. Mercoledì si è tornati a battere il territorio alle porte di Roma, partendo proprio da Ponte Lucano, dal punto dell'Aniene in cui lo scorso 11 febbraio i vigili del fuoco hanno individuato la Volkswagen grigia di Giannetti.

Gli operatori del Comune di Tivoli hanno perlustrato il fiume e gli argini con il gommone fino a Settecamini. I volontari di Penelope con il presidente della sezione Lazio Rocco Micale hanno setacciato la zona che va da Ponte Mammolo al Tevere, spinegndosi fino a Ponte Salario. L'ipotesi per la quale si propende infatti è che il corpo di Giannetti possa essersi impigliato da qualche parte tra la vegetazione, in un punto inaccessibile, oppure che la forte corrente l'abbia trasportato via. Le ricerche sono andate avanti diverse ore e purtroppo anche questa volta l'esito è stato negativo. Alessandro non si trova.
Ricerche lungo l'Aniene anche con droni
Le ricerche di Alessandro Giannetti sono andate avanti per diverse settimane a partire da febbraio scorso, a giorni alterni a causa del maltempo e delle piogge torrenziali, che hanno impedito in varie occasioni ai soccorritori di lavorare in sicurezza. Operazioni che hanno impegnato un vasto dispiegamento di persone e mezzi, tra vigili del fuoco, forze dell'ordine e volontari. Nelle ricerche hanno preso parte anche anche i sommozzatori, con strumenti per scandagliare il fondale dell'Aniene e sono stati utilizzati droni, per il sorvolo dell'area circostante.
L'auto di Giannetti finita nell'Aniene a Ponte Lucano

L'auto di Alessandro Giannetti è finita nell'Aniene a Ponte Lucano. Qualche ora prima che i vigili del fuoco la individuassero sul fondale sono stati trovati dei segni di frenata, la targa e il paraurti sugli argini lungo via Tiburtina. I sommozzatori si sono immersi per recuperare la macchina, dentro era vuota, il corpo di Alessandro non era lì. Dopo vari tentativi sono riusciti ad agganciare la vettura a circa sei metri di profondità, collegandola a un mezzo cingolato dotato di braccio meccanico, che l'ha trainata a riva.
Tra le ipotesi formulate sulla scomparsa di Alessandro Giannetti nel corso di questi mesi c'è quella dell'incidente, che potrebbe averlo fatto sbandare e finire nell'Aniene. Chi lavora alle ricerche rinnova l'appello ai cittadini: "Chiunque abbia visto qualcosa è pregato di contattare il Numero Unico delle Emergenze 112. Ogni dettaglio potrebbe rivelarsi utile".