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Femminicidio a Ostia, lancia la compagna Angelina De Souza dal 4° piano: condannato a 24 anni di carcere

La Corte d’Assise di Roma ha condannato Dorin Nemtelea a 24 anni di carcere per omicidio volontario aggravato. Ha ucciso la compagna Angelina De Souza, lanciandola dal quarto piano di una palazzina popolare a Ostia.
A cura di Alessia Rabbai
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Angelina Soares De Souza
Angelina Soares De Souza

Ventiquattro anni di carcere per omicidio volontario aggravato è la condanna che i giudici hanno stabilito nei confronti di Dorin Nemtelea. Il quarantaquattrenne, difeso dall’avvocato Andrea Palmiero, è a processo per aver ucciso la compagna quarantaseienne Angelina Soares De Souza, lanciandola dal quarto piano di una palazzina popolare in via Marino Fasan a Ostia il 3 aprile del 2024.

La sentenza della Corte d'Assise stabilisce una pena maggiore, rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. La pubblico ministero Eleonora Fini aveva infatti chiesto per l'imputato ventuno anni di reclusione. I giudici hanno inoltre riconosciuto, come richiesto dalla Procura, l'aggravante della relazione affettiva. I famigliari di De Souza sono assistiti dagli avvocati Guido Pascucci e Guido Guerra.

La lite in casa e il volo nel vuoto

Dorin Nemtelea
Dorin Nemtelea

Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine al momento in cui sono avvenuti i drammatici fatti la coppia conviveva da qualche settimana nell'abitazione lungo il litorale romano. Una relazione, come agli inquirenti da alcuni vicini di casa, contrassegnata da frequenti e chiassose liti. L'ultima discussione poco più di due anni fa: erano circa le ore 5, Dorin Nemtelea, un operaio di nazionalità romena con precedenti per droga, ha ucciso la compagna brasiliana Angelina Soares De Souza. Si sarebbero spinti, poi lui l'avrebbe afferrata e lanciata dal quarto piano. Un volo di diverse decine di metri, che le è risultato fatale e il decesso è sopraggiunto praticamente sul colpo. Il corpo della donna è stato poi ritrovato riverso sul marciapiede sottostante, purtroppo inutili i soccorsi prestati dal personale sanitario arrivato in ambulanza insieme alla Polizia di Stato.

Il processo

In un primo momento gli investigatori del Distretto Ostia hanno ipotizzato che la morte di De Souza fosse da ricondurre a un gesto volontario. A fargli cambiare idea è stata la testimonianza dei vicini di casa, che hanno parlato di continue liti tra la coppia. Poi c'è stato il fermo e la sua convalida per omicidio. Così la Procura ha chiesto per Nemtelea il rinvio a giudizio, che il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Roma ha accolto ed è arrivata la condanna in primo grado.

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