Esplosione all’autonoleggio della Borghesiana: i titolari erano già finiti nel mirino del clan Senese
Dietro la bomba che ha distrutto l'ingresso di una concessionaria e autonoleggio alla Borghesiana nella notte fra il 2 e il 3 ottobre potrebbe esserci un circolo di vendette che coinvolge anche il clan Senese. I proprietari dell'attività, i fratelli Alessio ed Emanuele Costantino di 26 e 28 anni, avevano subito un tentato omicidio su ordine di Giuseppe Molisso, braccio destro di Michele Senese. A premere il grilletto della pistola che non ha ucciso i due ci sarebbe stato, secondo una sentenza di primo grado, il sicario Raul Esteban Calderon.
I titolari finiti nel mirino del boss Giuseppe Molisso
Nell'esplosione che ha squarciato il silenzio della notte dell'estrema periferia est sono stati danneggiati la vetrina del negozio e una Smart parcheggiata lì davanti. A provocare il botto è stato un ordigno, ma chi lo ha posizionato è ancora ricercato dalla polizia che sta visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire anche il contesto nel quale si inserisce l’attentato.
Emanuele e Alessio Costantino, figli di un pregiudicato per usura ed estorsione oltre che per altri reati di tipo associativo, il 13 luglio 2021 sono stati vittime di un tentato omicidio da parte di uomini del boss Michele Senese. Erano seduti a un tavolino all'esterno del Roxy Bar di viale Alessandrino quando un uomo è arrivato a bordo di uno scooter guidato da un complice e ha esploso due colpi con una pistola calibro 9. I proiettili non sono stati letali ed Emanuele Costantino, colpito alla spalla destra e alla mascella, è scampato all'attentato.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, a premere il grilletto sarebbe stato Raul Esteban Calderon (anche conosciuto come Gustavo Alejandro Musumeci), condannato all'ergastolo per l'omicidio di Selavdi Shehaj sulla spiaggia di Torvaianica nel 2020. Dietro il tentato omicidio ci sarebbe stata una vendetta matura per anni: nel 2018 i fratelli avrebbero pestato un nipote di Giuseppe Molisso, che secondo procura e giudice di primo grado avrebbe organizzato la ritorsione. "Si è inceppata la pistola sennò erano morti", avrebbe confidato Molisso a un suo uomo diventato poi collaboratore di giustizia. Per il tentato omicidio, in primo grado, Calderon è stato condannato a 12 anni di reclusione come esecutore materiale, mentre Molisso ha ricevuto una condanna a 14 anni come mandante.
La sequenza di esplosioni a Roma Est
L'esplosione della notte fra venerdì e sabato non sembra essere un caso isolato. Sono stai vari i casi di bombe che hanno colpito esercizi commerciali nella periferia Est della Capitale negli ultimi mesi. Nella notte di domenica 30 agosto ne se sono succedute tre nel giro di un'ora e nel raggio di 5 chilometri. Una sequenza su cui sono in corso le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Roma.
La prima bomba, alle 2, era esplosa davanti al negozio di un barbiere – chiuso da circa un anno – in via Salemi, nel quartiere di Tor Bella Monaca. Attività di due fratelli con vari precedenti penali: un 33enne per truffa e spaccio di monete false e un 29enne per rapina, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.
Qualche minuto dopo, in via Casilina 953, un ordigno ha squarciato la serranda di un altro autonoleggio, colpito per la seconda volta nell'arco di ventiquattro ore. Anche in questo caso una pista possibile è quella legata al passato criminale del titolare, Manuel Sammarco, pregiudicato per spaccio attualmente ai domiciliari. Figlio dell'attore di film e fiction Stefano Sammarco, nel 2023 è stato trovato in possesso 3mila involucri di dosi di cocaina e crack, per un totale di più di un chilo di stupefacenti.
Ultima, alle 3 di questa notte, è stata l'esplosione di un ordigno che ha distrutto l'ingresso di un forno in via della Alzavole, nel quartiere di Torre Maura, a pochi metri dal commissariato Casilino. La bomba aveva divelto la saracinesca e provocato seri danni anche al marciapiede.
Ci sarà molto lavoro per i pubblici ministeri dell'Antimafia che dovranno capire, oltre a chi sono gli esecutori, se questa sfilza di bombe è il disegno di una stessa mano che può avere qualche interesse nell'alzare la tensione in un'ambiente criminale che, dopo i molti arresti di vertice degli ultimi anni, sta cercando nuovi equilibri.