Bombe esplose a Roma Est: così si riorganizza la criminalità della Capitale dopo gli arresti al clan Senese
Sei quartieri interessati, oltre dieci gli ordigni esplosi. E due Procure, quella di Roma e quella di Velletri, che stanno lavorando per cercare di ricostruire l'intera vicenda. È quanto sta succedendo nell'ultimo mese a Roma Est, dove soltanto dall'inizio del mese di ottobre sono state esplose sei bombe contro garage privati e attività commerciali come autosaloni e centri scommesse. Sui casi sono ancora in corso indagini serratissime da parte dei carabinieri, che mantengono il massimo riserbo.
Difficile chiarire chi siano i mandanti e le ragioni che hanno portato all'esplosione delle bombe, così tante in un periodo così di tempo così concentrato. Ciò che si può fare, però, è formulare delle ipotesi. E quella più probabile, analizzando lo storico della Capitale e gli ultimi arresti da parte delle forze dell'ordine, porta all'idea che possa essere in atto una nuova riorganizzazione dei gruppi criminali romani.
Le bombe esplose nell'ultimo periodo a Roma: colpito il quadrante est
Fra le ultime bombe esplose quella che nella notte fra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026 ha distrutto un centro Snai a Ciampino. Soltanto due notti prima, fra il 19 e il 20, un incendio ha devastato i mezzi di un autosalone di via Prenestina, nella zona di Colle del Sole: soltanto poco prima un ordigno era esploso davanti all'abitazione del titolare, a Castelverde. Il 5 ottobre una bomba una bomba è esplosa davanti a una sala slot dell'Alessandrino, un'altra a una vineria nel quartiere Don Bosco. A San Basilio lo scoppio ha interessato l'androne di un palazzo, un altro ha danneggiato la saracinesca della Gold Car in via dei Platani, a Centocelle, il 17 ottobre un'esplosione ha danneggiato un garage nel quartiere La Rustica.
Gi inquirenti sono al lavoro per cercare un collegamento che possa unire tutti questi episodi. Ma c'è chi sembra esserne convinto. È il caso, ad esempio, di Pasquale Grosso, presidente di Antimafia Pop Academy che a Fanapge.it ha lanciato un appello alle amministrazioni: "Chi governa deve prendersi la responsabilità di usare la parola mafia". Sulle vicende, non a caso, sta indagando la DDA e sembra che, almeno in alcuni casi, i proprietari delle attività oggetto delle esplosioni possano essere già collegati a contesti criminali. Allo stesso modo, anche alcuni episodi potrebbero essere collegati fra loro.
L'ipotesi della riorganizzazione dei gruppi criminali romani
Per analizzare con attenzione questi episodi, però, occorre prendere in considerazioni della variabili che esulano dalle singole esplosioni. Per quanto il dato sui luoghi possa aiutare a categorizzare nello spazio gli eventi che si sono verificati in quartieri diversi, ma tutti a Roma Est, occorre guardare agli eventi precedenti avvenuti nella Capitale. È il caso, ad esempio, degli arresti al clan Senese negli ultimi mesi. I primi sono stati eseguiti nel maxi blitz del 6 maggio 2026, quando sono stati eseguiti 18 arresti che, secondo gli investigatori, sarebbero da collegare al clan.
L'area in cui sono state esplose le prime bombe combacia con quella dove era più radicato il clan Senese. A poca distanza, sull'asse della Casilina, il territorio è da ricollegare ai Casamonica. E soltanto a meno di un chilometri si è verificato l'omicidio di Fabrizio Piscitelli, Diabolik, freddato su una panchina all'ingresso del parco degli Acquedotti. Un evento che rappresenta uno dei più rilevanti nella storia recente della criminalità romana. Fra il mese di settembre e quello di ottobre sono stati convalidati gli arresti dei mandanti e di chi ha concorso nell'organizzazione dell'agguato.
I nomi che figurano negli arresti del 9 settembre, poi confermati il 10 ottobre dal Tribunale del Riesame, sono quelli di Michele Senese, Leandro Bennato e Alessandro Capriotti. Finiti in carcere loro, non è da escludere che possa essere in corso una riorganizzazione dei gruppi criminali, una guerra di potere per decretare i vertici di questo nuovo assetto malavitoso romano.
La lotta delle bombe e degli ordigni non sembra essere niente di nuovo nel panorama criminale romano in un periodo di battaglia per l'egemonia territoriale: generalmente per guadagnarsi il proprio spazio e territorio, la storia recente lo insegna bene, si è assistito ad agguati, omicidi. E anche all'esplosione di bombe in obiettivi che possono risultare sensibili. Difficile dire come si concluderà questa guerra aperta fra i gruppi criminali di Roma, a chi gioveranno episodi del genere e chi sarà costretto a sottostare a nuove autorità. Sicuramente, da più di un mese a questa parte, la caccia al potere sembra essere stata aperta.