Da Tuscania alla Crozia, avvolta in un lenzuolo e sequestrata nel bagagliaio di un’auto: arrestati ex e cognato

Sequestrata a Tuscania, portata via dall'Italia e rintracciata in Croazia. È l'incubo vissuto da una quarantaseinenne, ormai finito, grazie al lavoro dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tuscania e della stazione locale. Un'operazione investigativa complessa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, che si è conclusa con il lieto fine. I militari hanno salvato la vittima e arrestato l'ex marito e il cognato di lei, presunti sequestratori. Nei confronti dei due uomini la Procura ha chiesto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che il giudice delle indagini preliminari ha concesso.
Agli indagati sono contestati i reati di sequestro di persona aggravato in concorso e, nei confronti dell’ex marito, anche per il reato di maltrattamenti in famiglia. È stato inoltre emesso un mandato di arresto europeo, eseguito dalle Autorità di polizia. Oggi uno dei due indagati è stato riportato in Italia e si trova nel carcere di Viterbo, a breve lo raggiungerà anche l'altro. Le indagini proseguono, per risalire ad altre presunte persone coinvolte nel sequestro.
La vittima avvolta in un lenzolo e chiusa nel bagagliaio di un'auto
Secondo quanto ricostruito finora la donna, una quarantaseienne di origine macedone e residente da tempo a Tuscania, è stata sequestrata dall'ex marito e dal fratello di lui nella notte del 21 giugno scorso. Erano circa le ore 2.40 quando l’ex è entrato in casa della donna, sfondando la porta. Lei lo aveva già denunciato tre giorni prima, per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte.
Alcuni residenti hanno dato l'allarme, chiamando il Numero Unico delle Emergenze 112, perché hanno sentito delle grida provenire dalla casa. I testimoni hanno raccontato ai carabinieri di aver visto due uomini caricare a forza una persona avvolta in un lenzuolo all’interno di una station wagon, per poi allontanarsi velocemente.
Le indagini
I carabinieri hanno svolto delle indagini complesse sia attraverso strumenti tecnologici sia con accertamenti tradizionali. I militari hanno localizzato in tempo reale le utenze telefoniche della vittima e degli indagati, fatto intercettazioni d’urgenza, verifiche sui transiti autostradali e accertamenti finanziari. Hanno subito esteso le ricerche a tutte le forze di polizia nazionali e internazionali.
Nonostante i sequestratori si fossero rapidamente disfatti dei dispositivi elettronici utilizzati, rendendo più difficile la loro individuazione, gli investigatori sono riusciti a trovare il veicolo con targa estera. Era intestato a un fratello dell’ex marito della vittima, arrivato dalla Germania proprio per partecipare al sequestro della cognata.
L'auto bloccata in un valico di frontiera croato
I due uomini hanno portato la donna fuori dall'Italia, la loro intenzione era di raggiungere la Macedonia del Nord, loro Paese di origine. I carabinieri hanno attivato i canali di cooperazione internazionale e il sistema di allerta Schengen, tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).
L'auto utilizzata nel sequestrato è stata individuata e bloccata in un valico di frontiera croato dalla polizia del posto. Dentro c'erano l'ex marito della donna, il fratello, la vittima e uno dei figli minorenni della coppia. La donna era ferita al volto e alle braccia, ha raccontato di essere stata aggredita e costretta ad allontanarsi dall'Italia contro la sua voltà. Presa in carico dagli operatori, è stata e affidata a una struttura protetta insieme a suo figlio.