Rai blocca Report, Ranucci: “Dire che lo fanno per tutelarci è come dire che le bombe a casa mia erano per amore”

A meno di ventiquattro ore dalla decisione della Rai di bloccare la messa in onda delle repliche estive di Report, arriva la reazione di Sigfrido Ranucci. Con un post pubblicato sui suoi canali social, il conduttore contesta la natura "cautelativa" del provvedimento della Direzione Approfondimento e evidenzia come lo stop colpisca la memoria di inchieste centrali per il Paese, dal crollo del Ponte Morandi alle stragi mafiose del 1992. Il caso, nato dalle indagini sull'attentato subito dallo stesso giornalista, continua ad alimentare lo scontro tra la redazione, i consiglieri di minoranza di Viale Mazzini e i vertici aziendali.
Le parole di Ranucci: "Una decisione paradossale"
Ranucci ha commentato il provvedimento in modo deciso, accostando la logica della Rai a quella di chi ha tentato di colpirlo direttamente nei mesi scorsi: "Sospendere le repliche di Report per cautelare un marchio aziendale è una decisione che rischia di avere la stessa lettura che le bombe davanti casa mia siano state messe per amore. La conseguenza di questa decisione è che ad essere sospesa è la memoria di fatti importanti di questo Paese". Il giornalista ha quindi elencato le inchieste che non andranno più in onda nei palinsesti estivi della televisione pubblica. Tra i reportage bloccati figurano approfondimenti sul crollo del Ponte Morandi, sulle stragi di Capaci e via D'Amelio, sulle falle della sanità pubblica, sulle nomine al Ministero della Cultura e sulle dinamiche interne a Fratelli d'Italia in Sicilia.
Come giornalista Rai sono rammaricato per i familiari delle vittime delle mancate manutenzioni delle infrastrutture dei ponti, a quelli dei magistrati e degli uomini delle scorte uccisi, ai familiari di chi è vittima della mala sanità e tutti gli altri. Coltivare la memoria è una risorsa ma anche un incubo per chi la teme. Comunque queste puntate, al momento le troverete su Raiplay.
L'attentato a Ranucci e lo scontro sui vertici Rai
La decisione di bloccare la trasmissione, arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, è l'apice di una settimana complessa per il servizio pubblico. Al centro del caso ci sono gli sviluppi giudiziari legati all'attentato subito da Ranucci nei mesi scorsi. Le indagini della magistratura hanno infatti lambito l'imprenditore Valter Lavitola, figura storicamente vicina al conduttore, oggi indagato per strage. Una circostanza in cui lo stesso Ranucci risulta, allo stato attuale degli atti, come parte lesa.
Il clima si era surriscaldato a seguito di alcune dichiarazioni, prima riportate dalla stampa e poi parzialmente smentite, del direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, che invocava chiarimenti da parte del giornalista sul suo rapporto con Lavitola. Ieri l'azienda ha ufficializzato lo stop estivo parlando di "tutela del patrimonio editoriale", pur confermando il ritorno del programma a novembre. La mossa ha innescato un fronte unanime di reazioni. La redazione di Report ha parlato apertamente di "censura senza precedenti" e di pressioni politiche culminate nelle richieste di ispezioni interne avanzate dalla maggioranza. Posizione condivisa dalla Fnsi, con il presidente Vittorio Di Trapani che ha sottolineato l'anomalia di un'azienda che sospende il programma della vittima di un attentato, e dai consiglieri di amministrazione Rai di minoranza (Di Majo, Di Pietro e Natale), che hanno definito il provvedimento come una "punizione per soddisfare le richieste di una parte politica".