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“Carezze e commenti a studentesse minorenni”, ex professore del liceo Augusto di Roma verso il processo

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di un ex docente di filosofia per molestie. Le accuse nascono dalle denunce di tre ex alunne del liceo Augusto.
Il liceo Augusto di Roma (Foto da Google Maps)
Il liceo Augusto di Roma (Foto da Google Maps)

Mani sui fianchi, carezze e commenti inappropriati e allusivi come "Che belle linee che hai". Questi i comportamenti di un ex professore del liceo classico Augusto in via Appia Nuova che alcune studentesse all'epoca minorenni sarebbero state costrette a subire ogni mattina in classe. Gesti e frasi su cui, dopo la denuncia delle ragazze, la procura di Roma ha aperto un'indagine e per cui ha chiesto il rinvio a giudizio per molestie.

Ex professore di 68 anni accusato di molestie

Come riporta il Messaggero, i fatti contestati risalgono ai primi mesi del 2024. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il docente di filosofia, 68enne oggi in pensione, "in luogo pubblico o aperto al pubblico, in qualità di pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni di insegnante molestava le studentesse con condotte reiterate e abituali", come recita il capo d'imputazione. Le indagini del pubblico ministero Delio Spagnolo hanno individuato in tre ragazze le vittime preferite dal 68enne, che per più di 15 anni ha insegnato nel liceo punto di riferimento del quadrante Appio-Tuscolano della Capitale.

I commenti sull'aspetto fisico delle ragazze sarebbero stati continui, dai complimenti inopportuni come "Che belle linee che hai" ai giudizi non richiesti e umilianti: "Dovreste essere più magre". Il docente avrebbe anche utilizzato la sua posizione per esercitare "atteggiamenti discriminatori tra alunni e alunne". Non solo frasi infastidenti e allusive, ma anche un continuo riferimento a una competizione fra le studentesse basata sull'aspetto esteriore: "La più bella della classe vicino alla cattedra".

Commenti, allusioni e molestie fisiche

Dai commenti sulla fisicità delle ragazze, sarebbe poi passato a esplicite allusioni sessuali con frasi come "Non mi fare piedino", forse a voler trovare una complicità che non esisteva da parte delle ragazze, le quali da quelle frasi si sono sentite solo offese. Il passo successivo è stato l'approccio fisico molesto. Il docente le avrebbe accarezzate sulle braccia messo le mani sui fianchi. Comportamenti inopportuni a maggior ragione fra le mura di un'istituto scolastico e verso ragazze minorenni, che hanno vissuto quei mesi di scuola come un'incubo dal quale fuggire al più presto.

Dopo il suono della campanella, le tre giovani si sono confrontate fra di loro e messo in comune le esperienze vissute e come si sono sentite a riguardo, decidendo poi di raccontare il tutto alla preside. La dirigente scolastica ha preso provvedimenti interni e, quindi, proceduto a sporgere denuncia alle forze dell'ordine. Le indagini hanno portato a ritenere credibili, oltre che gravi, le testimonianze delle studentesse, oggi costituite parte civile e rappresentato dalla legale Flavia Colavita. Ora toccherà al giudice per l'udienza preliminare stabilire se il professore dovrà andare a processo.

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