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Autista ucciso nell’agguato al bus del Pistoia: ultras incastrati dagli arrestati intercettati in carcere

Sarebbero stati Kevin Pellecchia, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini a incastrare i cinque ultras arrestati per l’omicidio di Raffaele Marianella: sono stati intercettati da una conversazione in carcere.
I tre sospettati dell’omicidio di Raffaele Marianella.
I tre sospettati dell’omicidio di Raffaele Marianella.

Sarebbero stati proprio i tre reatini in carcere – Alessandro Barberini, Manuel Fortuna e Kevin Pellecchia – a far individuare gli altri ultras arrestati per l'omicidio dell'autista dell'autobus con i tifosi del Pistoia, Raffaele Marianella. È quando si legge nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari che ne ha disposto l'arresto e il trasferimento in carcere. Secondo quanto scrive il gip, infatti, Barberini, Fortuna e Pellecchia, in una conversazione intercettata in carcere, "hanno fatto riferimento anche ad altri soggetti autori del lancio dei sassi ai danni del pullman dei tifosi del Pistoia".

Le intercettazioni in carcere

Non sarebbero stati quindi solo loro tre a lanciare i sassi in direzione del pullman che trasportava i tifosi del Pistoia, ma anche altri ultras appartenenti al gruppo che in un primo momento non erano stati individuati come autori del delitto. Subito dopo i fatti, erano state fermate e identificate altre persone che però erano state lasciate andare dopo che avevano fornito informazioni su come erano andati i fatti. Queste informazioni, inoltre, sembravano essere molto simili tra loro, tanto da aver portato la polizia ad arrestare immediatamente Barberini, Fortuna e Pellecchia. Adesso, a distanza di mesi, la situazione sembra essere un po' diversa, nel senso che anche altre persone, e non solo loro tre, avrebbero preso parte all'agguato. Tutte sono state arrestate con l'accusa dell'omicidio di Raffaele Marianella e il tentato omicidio dell'altro autista.

L'arresto di Fortuna, Pellecchia e Barberini

Nell'ordinanza che aveva portato in carcere Fortuna, Pellecchia e Barberini, si era arrivati "alla conclusione che probabilmente l'esecutore materiale del lancio mortale era stato il Pellecchia, in quanto egli aveva il sasso ‘quello a punta' (masso che in effetti sembra corrispondere per forma a quello rinvenuto e repertato all'interno del pullman)", precisando, inoltre, che "benché solo uno di essi abbia sferrato il lancio risultato di fatto fatale per la vittima (presumibilmente proprio il Pellecchia Kevin), gli altri due hanno sicuramente fornito un contributo morale alla condotta omicidiaria, avendone condiviso sin dal principio l'ideazione, l'organizzazione nonché infine la fase esecutiva". Pellecchia stesso, ascoltato dal magistrato, ha ammesso di aver lanciato un sasso a punta: sarebbe proprio quello che ha ucciso Marianella, morto praticamente sul colpo.

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