Agguato al bus del Pistoia Basket, ai domiciliari l’ultras accusato del lancio che uccise Raffaele Marianella

Sarà trasferito ai domiciliari con braccialetto elettronico Kevin Pellecchia, l'ultras della Sebastiani Basket ritenuto dagli inquirenti l'autore del lancio della pietra che lo scorso 19 ottobre, durante l'assalto al pullman del Pistoia Basket, ha provocato la morte dell'autista, Raffaele Marianella. È quanto stabilito oggi dal giudice: con questa decisione, soltanto degli indagati restano ancora in carcere. Si tratta di Manuel Fortuna e Alessandro Barberini: i loro avvocati difensori, però, starebbero valutando nuove richieste di scarcerazione.
Le indagini in corso dopo l'assalto al pullman del Pistoia
Il tribunale del Riesame aveva disposto per tutti e tre gli indagati i domiciliari soltanto per la nuova accusa di tentato omicidio pluriaggravato in concorso, nei confronti dell’autista al volante del pullman ma non, invece, per quella ben più grave di omicidio pluriaggravato in concorso di Raffaele Marianella, che si trovava seduto accanto all'autista quando è stato colpito da una delle pietre che, dopo aver sfondato il parabrezza, gli ha tolto la vita.

Dal carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico per gli indagati
Come anticipato, Pellecchia sarà presto trasferito ai domiciliari, a differenza di Fortuna e Barberini per i quali, però, non è escluso che possano presto arrivare nuove richieste di scarcerazione da parte degli avvocati. Oltre a Pellecchia, invece, altri indagati arrestati nelle operazioni dello scorso 26 giugno lasciano il carcere. Si tratta di quattro ultras reatini, fra cui l'ex capo della curva della Sebastiani mentre un quinto indagato, si trovava ai domiciliari dal giorno dell'arresto.
L'avvocato di Pellecchia: "Nessuna certezza che sia stato lui a lanciare il sasso fatale"
Non appena appresa la notizia l'avvocato Andrea Vella che assiste Pellecchia non ha potuto fare altro che esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto. "Il Gip, accogliendo le mie istanze, previo parere favorevole del pm Francia, ha ritenuto che non sussistano elementi per mantenere la misura cautelare in carcere nei confronti di Pellecchia, sia per il suo comportamento che per i riscontri che lo pongono nella medesima posizione investigativo-processuale di tutti gli altri 7 indagati, senza alcuna distinzione – ha commentato all'Ansa – Non esiste, agli atti, alcun accertamento che indichi con certezza che il sasso che colpì il povero signor Marianella, sia stato lanciato dal Pellecchia", ha poi concluso.
Secondo quanto sottolineato dal gip, a colpire Marianella sarebbe potuto essere il sasso più appuntito. Proprio così viene descritto da Pellecchia il sasso che aveva lui fra le mani, nel corso di un'intercettazione ambientale in Questura. Una circostanza che, come ricordato dall'avvocato, non è stata "ammessa né confermata" da Pellecchia agli inquirenti.
Le indagini in corso
In totale sono otto le persone indagate nell'inchiesta condotta da Squadra Mobile e Digos di Rieti: a tutti loro vengono contestati i reati di omicidio pluriaggravato in concorso per la morte di Marianella e di tentato omicidio pluriaggravato in concorso nei confronti dell'autista che era alla guida del pullman. Il prossimo passo atteso, adesso resta la notifica di avviso di conclusione delle indagini preliminari, che precede la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati.