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Sparò e uccise un ladro entrato in casa della vicina sulla Cassia, Antonio Micarelli esce dal carcere

La Corte d’Assise ha sostituito il carcere con i domiciliari. Micarelli è accusato di omicidio volontario per aver ucciso Anton Ciurcimuel durante un inseguimento.
Anton Ciurciumel e Antonio Micarelli
Anton Ciurciumel e Antonio Micarelli

Attenderà la sentenza della Corte d'Assise di Roma da casa Antonio Micarelli, la guardia giurata imputata per l'omicidio volontario di Anton Ciurcimuel e del tentato omicidio dei suoi due complici sorpresi a rubare in un appartamento di via Cassia il 6 febbraio 2025. I giudici hanno disposto che Micarelli lasci il carcere di Civitavecchia e venga messo in custodia cautelare ai domiciliari. La misura è stata ritenuta più proporzionale all'entità del fatto e all'eventuale pena. Infatti, l'ipotesi di una condanna all'ergastolo per Micarelli è esclusa in quanto è stato concesso il rito abbreviato e nel corso della prima udienza a marzo, su richiesta dei legali della difesa, era stata annullata la citazione a giudizio per le aggravanti.

Escluso l'ergastolo per Antonio Micarelli

Come riportato da Il Messaggero, la notizia dell'impossibilità di una condanna a vita per il vigilante che con un colpo di pistola ha ucciso Anton Ciurciumel aveva sconvolto a tal punto la madre del 24enne da provocarle un malore. Oltre alla freddezza dell'omicidio, i familiari del ragazzo che quel pomeriggio stava svaligiando un appartamento al primo piano, contestano il fatto che Micarelli non abbia neanche provato a salvarlo chiamando i soccorsi e non si sia mai pentito del suo gesto.

Nel corso dei vari interrogatori e anche in aula Micarelli ha sempre sostenuto di aver sparato per terra e di essersi mosso per legittima difesa dopo che i ladri avevano provato prima a colpirlo con una mazza ferrata e poi a investirlo con la loro Mercedes. Ma, come evidenziato anche nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla giudice per le indagini preliminari Rosalba Liso, le telecamere di sicurezza della zona lo hanno ripreso mentre si avvicina ai ladri e all'auto con il braccio alzato e ben puntato verso di loro. Atteggiamento "da giustiziere", come riportato nell'ordinanza, che dimostrerebbe il chiaro intento di uccidere.

Le ricostruzioni della procura sull'omicidio di Ciurciumel

Secondo le ricostruzioni dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Fabio Santoni, Antonio Micarelli era appena rientrato a casa, in via Cassia 1004, dal lavoro quando ha sentito dei rumori provenire da un'appartamento al primo piano di proprietà di una signora anziana. A quel punto ha bussato e suonato al campanello senza avere risposta. Ad accorgersi dei rapinatori in fuga sarebbe stata la figlia, che avvisa il padre il quale impugna la pistola si lancia all'inseguimento pochi minuti prima delle 19.

Per tre volte, dice la procura, la guardia giurata avrebbe provato a colpire i ladri. In un primo tentativo, come mostrato dalle immagini, ha inseguito uno di loro e sparandogli contro ad altezza uomo. Il ladro, però, ha scavalcato un cancello ed è riuscito a scappare. A quel punto Micarelli è tornato verso la macchina su cui intanto era salito uno dei rapinatori e, anziché puntare alle gomme o sparare in aria, ha puntato l'arma verso lo sportello lato guida dov'era salito l'uomo. Anche in questo caso il rapinatore è riuscito a scappare. Durante il terzo tentativo, invece, ha sparato contro Ciurciumel, che provava ad allontanarsi, colpendolo alla testa. Le telecamere lo inquadrano mentre si avvicina al corpo e viene poi raggiunto dalla figlia, a cui avrebbe detto di chiamare un avvocato.

Il processo stabilirà con quale intenzione Micarelli ha sparato verso il 24enne. Nel frattempo gli altri due rapinatori, Salvatore Di Giovanni di 36 anni e Elvis Radu di 25, sono stati condannati con rito abbreviato in primo grado a sei e tre anni e mezzo di carcere.

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