Due pubblici ufficiali dell'Ufficio Ispettorato Edilizio del Municipio III di Roma sono stati arrestati. L'esecuzione delle misure di custodia cautelare sono scattate la mattina presto di oggi, giovedì 5 novembre. Ad occuparsene gli agenti della polizia locale di Roma Capitale presso la Procura della Repubblica. A disporre i provvedimenti il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, Antonella Minunni. Destinatari della misura sono un funzionario del Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica (PAU) di Roma Capitale e di un funzionario della polizia locale del III Gruppo Nomentano. Entrambi risultano al momento indagati per diversi episodi di concussione nei confronti di diversi cittadini. Da quanto è emerso in sede d'indagine, i due funzionari si approfittandosi del ruolo che rivestivano in città, sceglievano di volta in volta la vittima da raggirare, controllavano le sue attività e i suoi immobili e contestavano abusi edilizi. Indicavano poi loro lo studio tecnico dove avrebbero potuto sanarli, e dove li avrebbe aspettati un funzionario socio con il quale avevano intessuto la collaborazione.

Le indagini sono partite dalle denunce dei cittadini

Secondo le informazioni apprese le indagini sono partire dalla denuncia sporta a giugno del 2018 dal titolare di un'attività ricreativa del III Municipio. L'uomo si è recato negli uffici della polizia locale di Roma Capitale del Gruppo Nomentano e si è affidato agli agenti, raccontando una serie di vessazioni e soprusi, che era stato costretto a subire da ben tre anni, da parte del funzionario dell'Ufficio Tecnico del III Municipio. Una vicenda che lo vedeva coinvolto dal 2015. Dalla sua denuncia sono partiti gli accertamenti svolti dalla Procura della Repubblica, con il procuratore aggiunto Paolo Ielo e diretta dal sostituto procuratore Alberto Pioletti. Le indagini condotte attraverso pedinamenti, perquisizioni e sequestri, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno portato alla luce le presunte responsabilità dei due arrestati. A sostegno della denuncia sporta dal titolare si sono poi unite informazioni fornite da altri cittadini, che hanno spiegato di essere rimasti coinvolti anche loro nella rete ordita dai due funzionari.