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6 Settembre 2022
9:59

“Aprimi la porta, voglio solo parlare”: 30enne massacra l’ex di botte, la donna salvata dal vicino

L’uomo, già sottoposto all’obbligo di firma per violenze contro la donna, è stato portato nel carcere di Rebibbia. Da tempo la perseguitava con insulti e minacce.
A cura di Natascia Grbic
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Un ragazzo di trent'anni è stato arrestato dopo aver picchiato la sua ex compagna e averle rubato la macchina. Il 30enne, che era già sottoposto all'obbligo di firma presso la stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca, è stato portato in carcere a Rebibbia dopo l'ennesimo episodio di violenza di cui si è reso protagonista.

L'episodio che ha portato all'aggravamento della misura cautelare risale allo scorso 15 agosto ed è avvenuto in via Casilina, nel comune di Montecompatri. Il 30enne, che da tempo perseguitava l'ex con minacce, insulti e percosse ogni volta che ne aveva l'occasione, era andato a casa della donna alle prime ore del mattino. Con la scusa di volerle parlare si è fatto aprire la porta, ma non era quella la sua intenzione.

Tra i due la relazione era finita da diversi mesi. A lasciarlo era stata la donna, che non tollerava più il suo atteggiamento violento. Quando lui ha detto che voleva solo parlarle lei ha pensato che forse si era ravveduto, e ha deciso di dargli una possibilità. Ma il 30enne ha iniziato subito a urlare, svegliando anche i vicini di casa della donna.

Dalle urla il ragazzo è passato alle mani. Ha cominciato a prendere la donna a calci e pugni. Lei, spaventata da quanto stava accadendo, ha cominciato a gridare per chiedere aiuto. Un vicino di casa della donna ha sentito le grida, ed è corsa all'appartamento per aiutarla: ha messo così in fuga il 30enne, che prima di andare via ha preso le chiavi della macchina dell'ex, fuggendo sulla Casilina verso Roma.

Sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Frascati, che lo hanno intercettato subito dopo l'aggressione. Date le precedenti denunce dell'ex compagna e l'obbligo di firma cui era già sottoposto, si è deciso per una misura cautelare più pesante, ed è stato portato nel carcere di Rebibbia.

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