Anguillara dopo il doppio suicidio: “Giorni di silenzio, poi le sirene spiegate: è un dramma nel dramma”

Ad Anguillara oggi non c’è spazio per le parole, ma solo per il dolore. All’indomani del suicidio di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, genitori di Claudio, reo confesso del femminicidio della moglie Federica Torzullo, il paese affacciato sul lago di Bracciano si è svegliato sconvolto e avvolto dal silenzio. Tra le strade attorno a via Tevere, dove si trova la casa dei coniugi, nei bar del centro e in chiesa, durante l’omelia, l’invito è stato uno solo: rispettare questo dolore, anche con il silenzio.
Chi abita nei pressi dell’abitazione racconta che nei giorni precedenti era tutto chiuso: finestre, serrande, luci spente. Poi, ieri, “un gran rumore e le luci delle sirene”. L’arrivo dei vigili del fuoco, di un’ambulanza e dei carabinieri, intervenuti dopo la segnalazione della sorella di Maria Messenio, preoccupata perché da tempo non riusciva a mettersi in contatto con lei. Gli investigatori hanno trovato Maria e il marito, Pasquale Carlomagno, impiccati nel cortile di casa.

“Quando ho saputo la notizia stavo per piangere. Io e Pasquale ci conoscevamo da quando eravamo ragazzi”, racconta Nicola, fermo davanti alla casa dei due coniugi, dove oggi svolazzano i lembi del nastro dei carabinieri e una volante è parcheggiata davanti al garage. Arriva in bicicletta, si ferma davanti alla porta dell’abitazione, dove a terra è stato lasciato un mazzo di fiori bianchi. “Lavoravamo entrambi con i mezzi meccanici, in settori diversi. Era una persona mite, gentile. È stato tutto così inaspettato, sono ancora senza parole”.

Per l’avvocato di Claudio Carlomagno, Andrea Miroli, i genitori dell’uomo sarebbero “vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità”. In una nota, il legale parla di “una discesa negli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti a sopportare”.
Poco distante da via Tevere si arriva alla via Anguillarese, una delle arterie principali della cittadina. Qui ci sono un supermercato, una piccola strada che conduce alla chiesa. Sono le undici del mattino quando Rosanna attraversa la piazza per raggiungere la messa e commenta quanto accaduto: “Tutta la comunità si stringe in un grande dolore. È stato tutto tragico e del tutto inaspettato”.
Davanti alla chiesa c’è anche Danilo, in attesa della cerimonia. “Un dramma nel dramma, ecco cos’è stato. Prima l’attesa per capire dove fosse Federica, poi la scoperta dell’omicidio e ora quest’ultima notizia. Una tragedia le cui conseguenze ricadranno su un bambino di dieci anni”. Valentina annuisce: “Un bambino che si porterà addosso per tutta la vita un’esperienza così devastante. Ha visto la morte intorno a sé. Purtroppo è così”.
