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Andrea Stroppa indagato per omicidio stradale a Roma, andava al doppio della velocità consentita

Il gps dell’assicurazione indica che la Smart di Stroppa andava a 94 km/h su una strada con limite di 50. L’uomo di fiducia di Elon Musk in Italia è indagato per omicidio stradale.
Andrea Stroppa
Andrea Stroppa

Andava a quasi il doppio della velocità consentita la Smart di Andrea Stroppa, l'uomo di fiducia di Elon Musk in Italia,la sera del 31 gennaio scorso quando, su via Filippo Fiorentini in zona Collatino a Roma, ha investito e ucciso il 18enne Mirco Garofano. A dirlo è il dispositivo satellitare Unipol tech installato sul veicolo e controllato nel corso di una perizia tecnica richiesta dalla procura di Roma che ha inserito Stroppa nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio stradale.

A quasi cento chilometri orari su una strada con limite a 50

Secondo quanto registrato dal dispositivo dell'assicurazione, l'informatico romano classe 1994, che da vari anni è diventato l'uomo di rappresentanza del miliardario proprietario di Tesla e Space X, viaggiava a 94 chilometri orari su una strada con limite fissato a 50 al momento dell'impatto. Non solo. Fino a pochi attimi prima, come riportato dal Corriere della Sera, la smart andava anche più veloce fino a toccare i 97,9 chilometri orari. In quel momento, poi, il mezzo non era coperto dalla revisione, scaduta il mese prima, e aveva i vetri degli sportelli oscurati, violando il codice della strada.

Stroppa ha travolto Mirco Garofano alle 21.43 del 31 gennaio 2026 e subito dopo ha chiamato il 118 ammettendo quanto fatto, come testimoniato dalla chiamata delle 21.44 registra dall'Ares. I primi rilievi della polizia locale stabilirono che il ragazzo era stato investito mentre attraversava la strada con il semaforo per i pedoni rosso. Un'ipotesi che non convince il padre della vittima, che a febbraio aveva dichiarato: "Mio figlio era prudente, avrà guardato prima di attraversare".

La testimonianza di Manuel Bocci

A sostegno di questa tesi c'è anche la testimonianza oculare di Manuel Bocci, il quale viaggiava sulla stessa strada a bordo della sua auto. Bocci fece anche una videochiamata con i soccorritori dell'Ares per dimostrare di essere sul posto e di aver visto l'accaduto. Agli agenti del VI gruppo Torri, l'uomo dichiarò, però, che la macchina di Stroppa andava a una velocità poco superiore ai 50 chilometri orari, che il 18enne era spuntato dal nulla mentre loro avevano il semaforo verde e che lui stesso era riuscito a evitarlo ma solo "per miracolo".

Si attende la perizia chiesta dalla procura

Le lesioni sul corpo di Garofano erano molto gravi e il suo corpo era posizionato a grande distanza dal punto d'impatto, circa dieci metri. Elementi che hanno spinto la polizia locale a chiedere i dati all'assicurazione. Ora che questi numeri sono arrivati, si attende la perizia sulla dinamica richiesta dalla pubblico ministero Rita Ceraso che forse porterà nuova luce sull'incidente mortale di quella sera.

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