Il decreto su quota 100 pensioni per superare la legge Fornero conterrà anche uno “sconto” per il riscatto della laurea, riservato a chi non ha ancora compiuto 45 anni. La conferma arriva direttamente dal sottosegretario Durigon, che in una intervista rilasciata a Radio Anch’io conferma le nuove norme per il riscatto della laurea per gli under 45: “È un tema innovativo, noi abbiamo detto ai giovani che la loro pensione è a portata di mano e dunque possono costruirsi il loro percorso previdenziale. Noi abbiamo deciso di intervenire anche sui buchi magari dovuti a periodi di disoccupazione, che ora possono essere recuperati con il sistema contributivo”. Il nuovo modello del riscatto della laurea, dunque, dovrebbe trovare posto nella revisione complessiva del sistema pensionistico, avviata con quota 100 pensioni, che prevede quindi la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi.

Il riscatto della laurea flessibile

Il punto è proprio che con quota 100 cambierebbe strutturalmente il senso dell’utilizzo del riscatto della laurea, che fino ad ora (grazie al cumulo gratuito in vigore dal gennaio del 2017) era stato utilizzato per arrivare prima ai requisiti attualmente in vigore per l’ottenimento della pensione anticipata (42 anni e 10 mesi) e di quella di vecchiaia (67 anni). Il riscatto della laurea oggi è peraltro possibile solo se durante gli anni del corso di laurea non sono stati versati altri contributi per lavori svolto nello stesso periodo e ha un importo che varia in base al reddito, alla retribuzione media pensionabile e alla data in cui si effettua la domanda.

La cifra da versare può essere però piuttosto alta, proprio perché, come vi abbiamo spiegato qui "il calcolo viene effettuato parametrando la contribuzione dovuta per ogni anno universitario allo stipendio attuale e, al pensionato a fine carriera che si trova a valutare l'opzione del versamento di contributi a copertura di quegli anni, spesso viene presentato un conto salato", che lo spinge a rinunciare all'opzione del riscatto.

Ed è per questo che il Governo pensa a una sorta di “sconto” per gli under 45, accompagnato da un modello “flessibile”, ovvero che dia la possibilità al diretto interessato di scegliere quanto versare all’Inps per riscattare gli anni dell’università ed equipararli, ai fini del calcolo dei contributi, a quelli lavorativi. Lo sconto consentirebbe agli under 45 di rafforzare la propria posizione contributiva e di cominciare a costruire il proprio percorso pensionistico.