Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, si dice certo che il reddito di cittadinanza non porterà a nessuno scontro interno al governo. Una sicurezza che deriva dal fatto che “ci rivolgeremo solo agli italiani: il meccanismo lo metteremo a punto nella normativa che entro fine anno diventerà legge”. Di Maio sostiene, intervistato da La Verità, che l’alleato leghista si accontenterà di questa garanzia per non correre rischi sul reddito di cittadinanza. Rimane però il problema dell’applicazione di una misura di questo genere: escludere i cittadini stranieri (soprattutto quelli comunitari) da questi provvedimenti non è possibile e lo dimostrano varie sentenze degli ultimi anni. Difatti, nelle ultime previsioni del governo l’idea era quella di fornire il reddito sulla base della residenza (da almeno dieci anni) e non della cittadinanza.

Altro aspetto sottolineato da Di Maio durante l’intervista riguarda la patrimoniale, di cui tanto si è discusso negli scorsi giorni ma che secondo il ministro del Lavoro non ci sarà mai. Il M5s – assicura – “non voterà mai una patrimoniale. Anzi, non passerà in Consiglio dei ministri perché abbiamo la maggioranza anche lì. Non ci sarà nessuna patrimoniale perché le patrimoniali sono illiberali. E io non voglio un governo illiberale”.

Altra rassicurazione arriva sull’Euro: l’Italia non uscirà dalla moneta unica. Per Di Maio è solo una “leggenda metropolitana” questa possibilità: “Non solo perché non c’è nel contratto ma perché M5s non voterà mai per uscire dall’Euro”. Il vicepresidente del Consiglio si sofferma anche su quanto avvenuto negli ultimi giorni, con lo scontro nel governo sul decreto fiscale e sul condono: “L’accordo politico per escludere il condono c’era. Non ha aiutato il fatto che fossimo ognuno in un posto diverso". Di Maio ribadisce di non aver mai attaccato la Lega, ma parla di semplici “incomprensioni”: “Io non ho mai detto che è colpa della Lega”.

Di Maio parla anche di Alessandro Di Battista e del suo prossimo rientro in Italia: “Non sono solo contento che torni. Vorrei trovare il modo di non farlo ripartire, perché so che lui è uno spirito libero. Ma a me piacerebbe averlo al fianco nella campagna elettorale per le europee”. E proprio parlando di Europa, Di Maio si sofferma sulla manovra: “Siamo pronti a riconoscere l'Unione europea come istituzione e a spiegare loro le nostre ragioni. Il punto non sono i margini di trattativa. Noi abbiamo messo in conto che ci possa essere bocciatura. Avvieremo un dialogo ma resterà agli atti dell'Unione europea che c’è un governo che è convinto delle sue ragioni”.