Foto: LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
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Non solo flat tax e condono, nel 2019 arriverà anche il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza. Nella serata di ieri, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2019 e nella bozza inviata a Bruxelles, tra le varie misure introdotte, figura proprio il reddito di cittadinanza di cui tanto si è parlato in questi mesi. La misura costerà in tutto 9 miliardi di euro più un ulteriore miliardo per la riforma dei centri per l'impiego.

Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere introdotto dalla prossima primavera, presumibilmente tra marzo e aprile 2019, e l'attivazione della misura prevederà l'erogazione di un assegno mensile pari a massimo 780 euro a persona a patto che la stessa rientri nei parametri Isee stabiliti dalla normativa, con delle soglie differenti qualora il nucleo in difficoltà sia un single, una coppia senza figli o una famiglia numerosa. L'importo dell'assegno sarà erogato interamente a chi avrà un Isee inferiore ai 9300 euro e presenterà un reddito mensile pari a zero e nessun immobile di proprietà, mentre sarà decurtato per chi invece vive in una casa di proprietà e non ha necessità di pagare l'affitto. L'assegno verrà erogato anche a chi ha uno stipendio mensile che non raggiunge i 780 euro mensili, soglia di povertà definita dall'Istat, e in questo caso sarà erogato un importo che andrà a integrare la busta paga fino al raggiungimento della somma.

Il reddito di cittadinanza verrà caricato su un bancomat e l'amministrazione centrale avrà accesso ai dati al fine di monitorare gli acquisti effettuati dai detentori dell'assegno mensile. Non saranno acquistabili una serie di beni cosiddetti superflui o di lusso, ancora da individuare, secondo il viceprermier Luigi Di Maio il reddito potrà essere utilizzato solo per comprare beni di prima necessità o pagare l'affitto. La misura, inoltre, sarà garantità solo a chi frequenterà corsi di formazione e presterà 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile. Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma in alcune zone geografiche svantaggiate, come il Meridione, verrà introdotto un criterio "geografico" che permetterà di rifiutare fino a 5 offerte di lavoro.

Infine, del reddito di cittadinanza "ne possono beneficiare maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati)" e "la misura supera dal 1 gennaio 2019 il reddito di inclusione (cd. REI, operativo dal 2018) ed è accompagnata a una riforma dei centri per l’impiego".