Il Consiglio dei ministri, in corso a Palazzo Chigi, ha approvato lo stato d’emergenza per Venezia, dopo l’acqua alta record che ha colpito il capoluogo veneto. Inoltre, il Consiglio dei ministri ha deciso di stanziare i primi venti milioni di euro per far fronte alle necessità più urgenti per Venezia. In sostanza si tratta di uno stanziamento che ha l’obiettivo di affrontare i primi soccorsi. Secondo quanto riferiscono fonti di governo si tratta, quindi, di fondi necessari per affrontare la prima fase di emergenza dopo l’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio Venezia. Secondo quanto riportano le stesse fonti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si sarebbe soffermato, all’inizio della riunione, sulla situazione che ha trovato a Venezia, dove è arrivato ieri per un sopralluogo. Conte avrebbe descritto ai ministri presenti a Palazzo Chigi la situazione drammatica, così come definita ieri, della città lagunare.

Quello di oggi è il primo atto per riconoscere il risarcimento danni ai cittadini e anche alle imprese colpite dall’ondata di maltempo a Venezia. Conte aveva annunciato che verranno approvate le prime dotazioni finanziarie, necessarie ad affrontare le spese per il primo soccorso e per ripristinare la funzionalità dei servizi. Inoltre, in Consiglio dei ministri dovrebbe essere disposta la prima fase del ristoro dei danni che consentirà di indennizzare sia i privati che gli esercenti commerciali. Il limite dovrebbe essere di 5mila euro per i privati e di 20mila euro per gli esercenti. Il Cdm dovrebbe anche nominare Elisabetta Spitz, ex direttore dell’Agenzia del Demanio, come commissaria del Mose.

La conferma dell'approvazione in Consiglio dei ministri dello stato d'emergenza e dei primi fondi arriva, attraverso un tweet, dallo stesso presidente del Consiglio: "Deliberato in Cdm lo stato di emergenza per Venezia – scrive Conte –. Stanziati 20 milioni, i primi fondi per gli interventi più urgenti, a sostegno della città e della popolazione. Al lavoro per il piano per gli indennizzi a privati e commercianti e per rifinanziare la legge speciale per Venezia".