In estate la campagna vaccinale rischia di subire un rallentamento, perché in molti si troveranno lontani dai loro luoghi di residenza. Per questo la struttura commissariale del generale Figliuolo sta ragionando sull'ipotesi di utilizzare strutture presso i luoghi di villeggiatura. Le Regioni discuteranno con il commissario all'emergenza della possibilità che una persona vaccinata con la prima dose possa ricevere la seconda dose in vacanza. Il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga lo ha annunciato a Sky TG24: "Stiamo vedendo se è possibile organizzare questo, stiamo lavorando ma siamo di fronte alla campagna più grande della storia dell'umanità. Molte cose si possono risolvere, altre sono molto difficili, qualche disagio è chiaro che può esserci". 

Il problema nasce dal fatto che lo slittamento della seconda dose di vaccino Pfizer a 42 giorni, come annunciato da una circolare del ministero della Salute, potrebbe generare a catena problemi di organizzazione per chi si vaccinerà nelle prossime settimane. Il ministero, sulla base di un parere del Comitato tecnico scientifico, ha infatti raccomandato di effettuare la seconda dose dei vaccini anti-Covid Pfizer e Moderna nella sesta settimana dalla prima dose, mentre fino ad ora l'intervallo tra la prima inoculazione del siero e la seconda era rispettivamente di 21 e 28 giorni. Nella stessa circolare veniva specificato che chi ha già fatto la prima dose con AstraZeneca può fare anche la seconda con lo stesso vaccino. Questa probabilmente verrà somministrata in piena estate, tra luglio e agosto, per coloro che si sono vaccinati ad aprile, tra la seconda e la terza decade, visto che con il siero di Oxford il tempo che intercorre tra la prima e la seconda settimana è di almeno 12 settimane.

Per il vaccino prodotto da Johnson& Johnson ci sono invece meno problemi, perché a differenza degli altri fino ad ora approvati dall'Ema è monodose. Poi c'è la questione del vaccino Curevac, che attende ancora il via libera dell'Ema, che potrebbe arrivare entro giugno: di questo siero sono previste oltre 7 milioni di dosi, e secondo le informazioni note fino ad ora, il richiamo è previsto dopo 28 giorni.

Il tema è stato sollevato anche dall'assessore del Lazio Alessio D'Amato, secondo cui lo slittamento del richiamo dei vaccini a mRna avrà riflessi negativi sulla campagna vaccinale. Chi per esempio riceverà la prima dose a giugno, probabilmente la fascia d'età tra i 40 e i 59 anni – che da lunedì partono le vaccinazioni degli over 50 – dovrà ricevere la seconda dose nel periodo delle ferie estive. Nel Lazio, se la campagna non subisce arresti, i trentenni saranno vaccinati a luglio, mentre entro agosto si dovrebbe raggiungere la totalità della popolazione vaccinabile nella Regione.

Il timore più grande riguarda proprio i giovani, che per non rinunciare alle vacanze potrebbero causare un fenomeno simile a quello della scorsa estate, quando al ritorno dai viaggi in tanti portarono il virus nelle loro famiglie, causando focolai. "Tutti siamo stati giovani, e sappiamo che i giovani a volte si sentono onnipotenti e pensano: ‘Tanto non lo prendo'. Ma così possono colpire congiunti più anziani", ha detto il generale Figliuolo. Per questo si sta studiando un modo per allestire i centri vaccinali nelle località turistiche, che attraggono soprattutto i ragazzi. È possibile che non siano necessarie le prenotazioni perché entro maggio dovrebbe concludersi la vaccinazione degli over 65: a quel punto secondo il piano la campagna vaccinale sarà aperta a tutte le classi di età, in maniera multipla e parallela.