È la prima donna eletta alla Commissione europea della storia. Ursula von der Leyen è riuscita con determinazione a conquistarsi la fiducia dei parlamentari Ue. La neopresidente, ministra della Difesa dal dicembre 2013, ed esponente di punta della Cdu, era stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea lo scorso 2 luglio, dopo lunghi negoziati. Per poter essere eletta la von der Leyen aveva bisogno di 374 voti, cioè la maggioranza assoluta: missione compiuta, 383 voti a favore, mentre quelli contrari sono 327. I votanti complessivi sono stati 733 (22 astensioni e 1 voto nullo).

La maggioranza che l'ha votata dunque è stata molto risicata. Cinque anni fa il suo predecessore Jean Claude Juncker aveva ottenuto 422 voti, dieci anni fa al secondo mandato Josè Barroso aveva ottenuto 382 ‘sì'.

La nuova presidente alla guida di Palazzo Berlaymont si è definita "nemica di chi vuole indebolire l'Europa".La ministra tedesca, che adesso si dimetterà dal suo precedente incarico, ha puntato tutto quindi sul sostegno delle forze pro-Ue, dichiarandosi "sollevata per non avere il sostegno dei sovranisti". Nel suo discorso di questa mattina, durato 15 minuti, la neo presidente della Commissione ha chiarito la sua linea: "Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo per una vita dignitosa", aggiungendo che "in mare c'è obbligo di salvare le vite. Ma bisogna ridurre la migrazione irregolare e combattere gli scafisti". 

Il voto di oggi, iniziato alle 18, non era affatto scontato. La donna che ha preso il posto di Juncker poteva contare fin dall'inizio sul supporto del suo gruppo, quello dei Popolari (di cui fa parte anche Forza Italia), nonostante la Cdu bavarese non avesse visto di buon occhio l'esclusione di Weber. I socialisti sono invece arrivati divisi al voto. Nel pomeriggio il capogruppo dei Liberali-centristi Renew Europe, Dacian Ciolos, ha sciolto la riserva: "Non vediamo l'ora di lavorare intensamente con lei per far progredire l'Europa. C'è molto lavoro davanti a noi. Rinnoviamo insieme l'Europa!". Il via libera alla nuova inquilina di Palazzo Berlaymont è arrivato a ridosso del voto dal gruppo dei Socialisti e democratici S&D: "Tuttavia, saremo vigili per garantire che lei manterrà gli impegni progressisti che ha assunto a seguito della nostra pressione", hanno sottolineato.

Tra i contrari, oltre ai 73 europarlamentari il gruppo di Identità e democrazia, anche i 41 eurodeputati della sinistra della Gue/Ng e i 74 eurodeputati Verdi"Se sarà eletta stasera saremo pronti a apportare il nostro contributo ogni qual volta che le sue proposte saranno all'altezza delle sfide esistenziali a cui siamo confrontati", ha assicurato questa mattina Philippe Lamberts, leader dei Verdi europei.

Il M5S, che fino a ieri si era detto incerto sul voto, oggi ha annunciato il suo sostegno: "Ha fatto suoi i punti principali del nostro programma, per questo il M5S intende sostenere la sua candidatura ma ogni giorno dovrà dimostrarsi degna di questa fiducia, non ci faremo remore a contrastarla anche duramente se non rispetta gli impegni presi", ha affermato in Aula a Strasburgo l'eurodeputata del M5S Tiziana Beghin.

Anche il Pd ha appoggiato la von der Leyen: "Il Pd ha deciso di votare sì, a favore dell'elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. Lo facciamo perché siamo soddisfatti delle risposte che ha dato alle nostre richieste, con la lettera di ieri e con il dibattito di oggi", ha spiegato nel pomeriggio Roberto Gualtieri, capodelegazione Pd facente funzione.

La Lega, indecisa fino all'ultimo momento, aveva convocato una riunione poco prima del voto, per poi annunciare il suo ‘no'. "La delegazione della Lega ha espresso voto contrario alla candidata alla presidenza delle Commissione europea, Ursula von der Leyen", ha affermato il presidente del gruppo Identità e democrazia, l'eurodeputato leghista Marco Zanni. "La nostra scelta – ha detto l'eurodeputato – è motivata dall'assenza di cambiamento che abbiamo riscontrato nei contenuti e nelle proposte fatte dalla candidata. Non ci piace dare il nostro voto a favore di programmi troppo spostati a sinistra, che sono lo specchio di quelli che abbiamo già visto nella scorsa legislatura. Ancor meno siamo disposti a dare il nostro sostegno a chi attacca strumentalmente l'Italia". Salvini per tutta la giornata di oggi aveva parlato di una possibile apertura del suo partito: "Ha fatto delle dichiarazioni interessanti sulla lotta all'immigrazione clandestina, sul cambiamento delle regole che vedevano l'Italia come centro di accoglienza europeo. Vedremo se confermerà questa volontà di contrastare scafisti e trafficanti, altrimenti se la votano loro".

La delegazione di Fratelli d'Italia ha motivato così il suo voto contrario: "Dopo che Macron aveva rivendicato la candidatura della Von der Leyen come un successo dell'asse franco-tedesco in sostanziale continuità con la presidenza Juncker, in questi giorni abbiamo assistito a un progressivo spostamento a sinistra del suo programma politico", hanno dichiarato in una nota gli eurodeputati di Fratelli d'Italia Raffaele Fitto (co-presidente dei Conservatori europei), Carlo Fidanza (Capodelegazione FdI), Nicola Procaccini, Raffaele Stancanelli e Pietro Fiocchi. "Un programma che riteniamo del tutto inadeguato sui temi per noi più importanti: immigrazione e difesa dei confini, politiche per l'ambiente compatibili con le esigenze di chi produce, politiche economiche di sviluppo alternative all'austerità degli scorsi anni, tutela della famiglia e sostegno alla natalità, difesa delle radici cristiane e contrasto all'islamizzazione dell'Europa".