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28 Novembre 2018
18:16

Uranio impoverito, Di Maio: “Dopo anni di silenzio tuteliamo uomini e donne in uniforme”

Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, rivendica la decisione del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, di aprire un tavolo tecnico sul tema dell’uranio impoverito: “È un argomento su cui per anni i precedenti governi hanno fatto spallucce, noi invece lo abbiamo affrontato immediatamente avviando un tavolo tecnico che servirà a regolamentare la materia e a tutelare i nostri uomini e le nostre donne in uniforme”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il tema dell’uranio impoverito non può essere ignorato. Lo ha detto chiaramente il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. E lo ribadisce anche il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Che su Facebook scrive: “Gli interventi del ministro della Difesa Trenta sul tema dell’uranio impoverito e della salute dei nostri militari meritano il plauso di tutti. È un argomento su cui per anni i precedenti governi hanno fatto spallucce, noi invece lo abbiamo affrontato immediatamente avviando un tavolo tecnico che servirà a regolamentare la materia e a tutelare i nostri uomini e le nostre donne in uniforme. È una battaglia storica del Movimento 5 Stelle e ne vado fiero. Andiamo avanti come un treno, senza fermarci”.

Di Maio si riferisce alla decisione del ministro Trenta di aprire un tavolo tecnico sul tema, per una questione che “c’è, esiste, e non possiamo voltarci dall’altra parte”, come dichiara lo stesso ministro. Che negli scorsi giorni ha ricevuto Domenico Leggiero, responsabile dell’Osservatorio militare che si occupa dei casi di presunta contaminazione di militare. E che stila un triste elenco delle vittime dovute all’uranio impoverito. Un mese fa l’ultimo decesso, con la vittima numero 363.

Quella dell’uranio impoverito è una questione di cui il M5s parla da tempo e che è stata affrontata da un’inchiesta di Fanpage.it nella quale si evidenziavano alcune storie, come quella di Antonio Attianese, un ranger dell’esercito, che ha contratto un tumore dopo aver combattuto all’estero. Ma quando ha chiesto il rimborso delle spese mediche sostenute, i suoi superiori lo avrebbero minacciato di fargli terra bruciata intorno in caso di pubblicazione della sua storia.

Oggi sul tema è tornato anche Gianluca Rizzo, deputato del M5s e presidente della commissione Difesa della Camera, con un post sul blog delle stelle: “Le famiglie dei militari vittime dell’uranio impoverito attendono risposte da anni. Due nomi, Gianluca Danise e Antonio Attianese, ci ricordano due storie che abbiamo seguito da vicino nella scorsa legislatura con la nostra partecipazione alla commissione parlamentare d’inchiesta che si è occupata proprio di questa problematica. Sui militari morti a causa dell’uranio impoverito le responsabilità e le omissioni esistono. Per volere del ministro oggi far luce su questi casi è una priorità. Chi ha sofferto facendo il suo lavoro ha bisogno di avere risposte concrete e nel più breve tempo possibile. La morte e la malattia di questi militari sono una ferita aperta per le istituzioni repubblicane e tutta l’Italia ed è importantissimo l’input dato all’amministrazione della Difesa per fare finalmente chiarezza”.

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