La Spagna risponde all’Italia: controlli alle frontiere per chi arriva dal nostro Paese fino al 7 settembre

Avatar autore
A cura di Luca Pons
Immagine
La Spagna ha deciso di rispondere ai controlli introdotti dall’Italia ai confini dopo la crisi migratoria di Ceuta. Da mezzanotte di sabato Madrid applicherà verifiche temporanee ai viaggiatori provenienti dal nostro Paese. La misura resterà in vigore fino al 7 settembre.

La Spagna non intende più accettare i controlli alla frontiera che l'Italia ha reintrodotto sospendendo l'accordo di Schengen.  Una misura giustificata con la crisi migratoria a Ceuta, anche se l'exclave (che si trova geograficamente in Marocco) con Schengen non ha niente a che fare ed è diventata più che altro strumento di polemica politica. Ora a Madrid è arrivato un ultimatum: rimuovere subito i controlli straordinari sui viaggiatori che arrivano dalla Spagna via terra o via mare. O meglio, non subito ma in brevissimo tempo, entro domenica 9 agosto. Circa quarantotto ore per evitare un incidente diplomatico. Altrimenti il governo spagnolo risponderà con "misure proporzionate".

L'ultimatum, però, non è stato accolto. Il ministero dell'Interno spagnolo ha annunciato che Madrid introdurrà a sua volta controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia, come risposta alle misure adottate dal governo Meloni. I controlli entreranno in vigore dalla mezzanotte di sabato e resteranno attivi fino al 7 settembre.

Secondo quanto riportato da El Pais, l'esecutivo guidato da Pedro Sanchez considera la misure "ingiusta, contraria agli interessi dell'UE e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola". Una linea che era già stata sostenuta proprio dal presidente del governo e, con toni più duri, dal suo ministro degli Esteri José Manuel Albares negli scorsi giorni.

Il governo Meloni aveva avuto la reazione più dura tra tutti gli Stati europei ai fatti di Ceuta, dove nel giro di un paio di giorni circa 70mila persone erano entrate. Il motivo, come è poi emerso, sarebbe stata una fake news fatta circolare sui social secondo cui le frontiere spagnole sarebbero state del tutto aperte. Una notizia che, peraltro, avrebbe ora ripreso a girare sollevando delle preoccupazioni in vista del 15 agosto, altra data falsamente indicata come giorno del ‘liberi tutti' per l'ingresso a Ceuta.

Nel tentativo di attraversare il confine e arrivare, legalmente, in Spagna, secondo le ultime stime sarebbero morte 141 persone. La prima preoccupazione dell'esecutivo italiano, però, è stata di attaccare quello spagnolo. Con una vera e propria rottura diplomatica, l'Italia ha deciso di sospendere gli accordi di Schengen e far ripartire i controlli alla frontiera (aerea e marittima) con la Spagna. Ora il governo di Madrid ha lamentato che questa mossa "senza precedenti", adottata "senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni pretestuose", ha "compromesso la mobilità di migliaia di passeggeri" e creato "incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva".

Inizialmente, il governo Meloni aveva fatto passare l'idea che riavviare i controlli alla frontiera servisse per impedire che le persone entrate a Ceuta potessero ‘approfittare' della libera circolazione in Europa per entrare in Italia. Ma le cose non funzionano così: chi parte da Ceuta è considerato un viaggiatore extra-Ue, quindi subisce gli stessi controlli a cui sono sottoposti i passeggeri che arrivano da altre parti del mondo.

Dunque, la linea del governo italiano è cambiata e si è concentrata sui presunti "5mila migranti" (come ha ripetuto più volte il ministro degli Esteri Tajani) che sarebbero entrati a Ceuta ma non potrebbero essere rimpatriati in Marocco, dato che provengono da un altro Paese. L'ipotesi, più o meno esplicita, è che queste persone avrebbero dovuto essere portate in Spagna per analizzare la loro richiesta d'asilo e, da quel momento, avrebbero potuto circolare liberamente in Europa, arrivando in Italia. Una ricostruzione ben poco realistica, e comunque su numeri ridottissimi di persone e tempistiche molto lunghe. Molto poco per giustificare i controlli alla frontiera con un Paese come la Spagna per un tempo indefinito.

Il governo spagnolo ha ribadito che nessuna delle persone arrivate a Ceuta "poteva o può entrare liberamente nell’area Schengen", e che "praticamente tutti" sono rientrati in Marocco. Sottolineando anche che l'Italia è il Paese dell'Ue che "ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna", e che nonostante questo Madrid non ha mai imposto controlli sui viaggi dall'Italia.

La richiesta, quindi, è chiara: "Esortiamo il governo italiano a porre rimedio alla situazione, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei". Se questo non avverrà "entro domenica 9 agosto", allora la Spagna sarà "costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini". Nella dichiarazione, il governo non ha anticipato quali potrebbero essere queste misure.

La richiesta di revocare i controlli italiani, quindi, non ha avuto l'esito sperato. "Nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare" che, secondo Madrid, sta interessando l'Italia, il ministero dell'Interno spagnolo ha confermato l'introduzione di controlli temporanei per i viaggiatori provenienti dall'Italia. La misura scatterà alla mezzanotte di sabato e resterà in vigore fino al 7 settembre, configurandosi come una risposta speculare alle decisioni adottate da Roma.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views