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Chi è Chico Forti, dalle accuse alla condanna all’ergastolo negli USA fino al rientro in Italia dopo 24 anni

Chico Forti, 65 anni, è un ex produttore televisivo e velista italiano: è stato condannato all’ergastolo negli USA per l’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike. Tutta la storia dell’imprenditore, dalle accuse alla condanna, fino al rientro in Italia il 18 maggio 2024.
A cura di Biagio Chiariello
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Chico Forti è un 64enne triestino, ex velista e produttore televisivo italiano. Nel 1990 aveva partecipato al quiz tv Telemike vincendo una grossa somma di denaro con con la quale si era trasferito negli Usa.

È stato condannato all’ergastolo per un omicidio avvenuto in Florida nel 1998. Due anni dopo è arrivata la sentenza d'ergastolo, dopo il rischio di sedia elettrica. Dal 15 giugno 2000 Forti si dice vittima di un complotto.

Dopo 24 anni Chico Forti è tornato in Italia. Dopo l'annuncio dello scorso 1° marzo della premier Giorgia Meloni in un video da Washington, sabato 18 maggio è arrivato il giorno del suo ritorno nel proprio Paese col trasferimento nel carcere di Verona.

Chi è Chico Forti, l'imprenditore italiano detenuto negli USA per 24 anni

Enrico Forti, detto "Chico", è nato a Trento l’8 febbraio 1959.  Ex campione di windsurf, produttore tv, uomo d’affari e organizzatore di eventi, nel 1990 partecipa a ‘Telemike' dove vince una grossa somma di denaro, grazie alla quale nel 1992 si trasferisce negli USA. Lì dove conosce la moglie Heather Crane, madre dei suoi tre figli.

Nel 1998 viene accusato dell’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale l'imprenditore trentino stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza.

L’ipotesi era che qualcuno avesse informato Dale Pike che suo padre, affetto da demenza senile, stava per essere raggirato da Forti. Il cadavere della vittima (con due proiettili nel cranio) viene ritrovato su una spiaggia in Florida, vicino ad un parcheggio dove lui stesso aveva chiesto a Forti di accompagnarlo, dopo averlo prelevato all'aeroporto.

La condanna all'ergastolo e l'ipotesi di complotto

Chico Forti viene dunque condannato nel 2000 all’ergastolo senza possibilità di condizionale e rinchiuso nel Dade correctional institution di Florida City, vicino a Miami.

L'italiano si è sin dall'inizio dichiarato innocente e vittima di un errore giuziario. La vicenda giudiziaria, del resto, è stata sempre caratterizzata da punti  oscuri e incongruenze. Dopo le primi indagini, l'ipotesi di truffa viene subito archiviata. I legali dell'imputato evidenziano che a Forti non erano stati letti i suoi diritti e di omessa comunicazione alle autorità consolari italiane di ciò di cui si stava accusando l'italiano, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Vienna.

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Forti successivamente invocherà l'intervento della Convenzione di Strasburgo che consente a una persona condannata in un Paese diverso da quello di appartenenza può ottenere di scontare la pena nel proprio. Da allora però poco o niente è stato fatto per riportarlo in Italia.

Il legale Joe Tacopina aveva definito il caso "il più grande errore giudiziario mai visto, non ci sono prove, non c'è movente".

Perché Chico Forti non era ancora tornato in Italia

Nel corso degli anni inchieste sia giornalistiche che televisive (come Le Iene) hanno provato a ridare attualità al caso. Nel dicembre 2020 l’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio era arrivato ad annunciare l'imminente ritorno in Italia di Chico Forti, poi sfumato per problemi burocratici. Nel 2021 ci ha provato anche l’allora Guardasigilli Anna Marta Cartabia.

Il motivo principale per il quale il 65enne italiano non era ancora tornato nel proprio Paese sarebbe legato ai documenti che il dipartimento della giustizia americano avrebbe dovuto inviare al nostro ministero della Giustizia per trovare un accordo sulla commutazione della pena e relativo trasferimento; documenti che non non sarebbero mai arrivati in Italia.

Il più attivo nella ricerca della verità per dimostrare l'innocenza di Chico è sempre stato lo zio Gianni. “Senza questi documenti Chico non può rientrare – sottolinea Gianni Forti – Dall’annuncio del ministro Di Maio sembrava che sarebbero passate poche settimane, lo aspettavamo il 14 febbraio per il compleanno della mamma che ha compiuto 93 anni, poi a Pasqua, infine a maggio. Invece, ancora niente. Siamo fermi al palo”.

Sabato 18 maggio Chico Forti è tornato in Italia

Nella giornata di sabato 18 maggio l'aereo con a bordo l'imprenditore è atterrato all'aeroporto militare di Pratica di Mare, qui Forti ha incontrato la premier Meloni.

L'ergastolano è stato poi portato a Roma, nel carcere di Rebibbia, dove resterà "per qualche giorno" prima di essere trasferito nel penitenziario di Verona. Le prime parole del 65enne: "Non vedo l'ora di abbracciare mia madre".

Sul ritorno in Italia è intervenuto anche lo zio, intervistato da Fanpage.it: "Il primo a essere emozionato e incredulo per come si sono messe le cose è proprio lui” ha spiegato Gianni Forti, aggiungendo: “Ora per noi è come ricominciare una nuova vita. Speriamo che possa godere della libertà più ampia”. Mentre il suo legale, Carlo Dalla Vedova, ha assicurato che "continuerà a scontare l'ergastolo" in Italia pur non escludendo "la possibilità di libertà vigilata" o addirittura "un provvedimento di clemenza”.

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