Il caso di Chico Forti

Chico Forti ha ottenuto la semilibertà: rientrerà in carcere solo per la notte

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Chico Forti
Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. Lo ha deciso il Tribunale di sorveglianza accogliendo la richiesta della difesa dell’ex imprenditore in carcere da 26 anni per l’omicidio di Anthony Dale Pike, ucciso a Miami nel 1998. Potrà rientrare in cella solo per la notte.

Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. Lo ha deciso oggi, lunedì 21 settembre, il Tribunale di sorveglianza che ha accolto la richiesta presentata dai legali dell'ex imprenditore trentino in carcere da 26 anni per l'omicidio di Anthony Dale Pike, ucciso a Miami nel 1998.

Delitto per cui Forti, anche durante i 24 anni di prigionia negli Stati Uniti, si è sempre dichiarato innocente. Forti potrà uscire dal carcere veronese di Montorio, dove è attualmente detenuto, per farvi ritorno soltanto per la notte. La decisione è arrivata poco dopo le 16.

L'anno scorso i difensori di Forti, gli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma, avevano avanzato richiesta di libertà condizionata che fu respinta, per "mancato ravvedimento e risarcimento" anche dalla Cassazione.

Durante l'ultima udienza per chiedere una misura alternativa al carcere, che si è tenuta lo scorso 16 settembre, era presente anche Bradley Pike, riporta il Corriere, fratello del 42enne ucciso a Miami con due colpi di calibro 22 alla nuca il 15 febbraio 1998. Anche Pike ritiene Forti innocente e in più occasioni ha espresso la propria solidarietà nei suoi confronti.

A quanto si apprende, la semilibertà ottenuta oggi da Forti rappresenta il primo passo per chiedere la libertà condizionale e l'udienza è già stata fissata per il 24 febbraio del prossimo anno.

Forti, rientrato in Italia due anni dopo una lunga trattativa diplomatica portata avanti dal governo, attualmente usufruisce della possibilità di svolgere attività di volontariato esterne al carcere per circa 40 ore e un corso di formazione professionale per pizzaioli.

Elementi che, insieme alla buona condotta, al lavoro all’esterno, ai percorsi di giustizia riparativa e ai permessi premio fruiti con maggiore ampiezza rispetto al passato, sono stati valorizzati dalla difesa nella richiesta di ulteriori benefici penitenziari. Oltre a proseguire il lavoro Forti auspica di poter andare a trovare molto più spesso la madre, che vive a Trento.

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