Covid 19
9 Settembre 2021
07:59

Terza dose in autunno: prima ai fragili, over 80 e anziani delle Rsa, poi agli operatori sanitari

In arrivo la terza dose di vaccino, per pazienti immunodepressi il richiamo sarà effettuato già a settembre. Poi sarà il turno degli over 80, degli anziani in Rsa e degli operatori sanitari più a rischio di esposizione al contagio, che si sono immunizzati all’inizio del 2020. In tutto una platea di circa 9 milioni di persone.
A cura di Annalisa Cangemi
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

La terza dose di vaccino verrà presto somministrata subito soggetti fragili già esposti al rischio di infezione, con una risposta immunitaria più debole rispetto ad altri soggetti sani. Per questa categoria la protezione del vaccino si sta già esaurendo, e necessitano per questo di un richiamo.

Si tratta di pazienti immunodepressi, persone che si sono sottoposte a trapianto, malati oncologici, diabetici o in trattamento per sclerosi multipla, grandi obesi e persone infettate da HIV. Una platea di circa 3 milioni di persone, come ha specificato il commissario Figliuolo, che potrebbe essere vaccinata per la terza volta già entro settembre Per questa prima tranche tra poche ore dovrebbe arrivare il via libera definitivo della Cts dell'Aifa. L'agenzia consegnerà il parere al ministero della Salute, mentre attenderà le conclusioni dell'Agenzia europea del farmaco sulla questione della terza dose per tutti, su cui Ema potrebbe esprimersi tra qualche settimana. Il richiamo in una prima fase – probabilmente da dicembre – interesserà anche gli over 80, anziani in Rsa e gli operatori sanitari più a rischio di esposizione al contagio, che si sono immunizzati all'inizio del 2020, e che riceveranno la terza dose all'inizio del 2022. In tutto si parla quindi di 9 milioni di persone, che potrebbero ricevere la terza inoculazione in autunno.

Per tutti gli altri si dovrà probabilmente aspettare ancora, ma un richiamo è praticamente scontato, come ha ricordato anche uno dei membri del Comitato tecnico scientifico Sergio Abrignani: "La terza dose non è qualcosa di eccezionale ma in vaccinologia è lo standard. In chi ha risposto male alle prime 2 dosi aiuta a far partire la risposta, mentre in chi ha risposto bene serve a prolungare la memoria immunologica", ha detto l'immunologo dell'Università di Milano. La maggior parte della popolazione comunque non riceverà la terza dose nelle prossime settimane, anche perché i tempi li detterà l'Ema, che sta ancora valutando la questione. Le vaccinazioni questa volta non verranno eseguite solo negli hub vaccinali, ma potrebbero coinvolgere anche i medici di base.

Oms chiede rinvio terza dose al 2022

Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto ai Paesi sviluppati che hanno già iniziato la somministrazione della terza dose di vaccino contro la Covid-19 ai cittadini di sospendere la campagna vaccinale almeno sino alla fine del 2021, per consentire un flusso sufficiente di vaccini verso i Paesi in via di sviluppo. All'inizio di agosto Ghebreyesus aveva già chiesto la sospensione della somministrazione delle terze dosi fino alla fine di settembre, sottolineando le disparità globali nell'accesso ai farmaci per l'immunizzazione dalla Covid-19.

"Un mese fa ho lanciato un appello ad una moratoria globale delle terze dosi di vaccino almeno sino alla fine di settembre, per dare priorità alle vaccinazioni dei soggetti più a rischio in tutto il mondo che ancora devono ricevere la prima dose di vaccino", ha detto il direttore dell'Oms. Ghebreyesus. "Oggi chiedo di estendere la moratoria alle terze dosi almeno sino alla fine dell'anno, per consentire a ogni Paese di vaccinare almeno il 40 per cento della sua popolazione". Secondo il direttore dell'Oms, ad oggi i Paesi sviluppati hanno assorbito oltre l'80 per cento dei 5,5 miliardi di dosi di vaccini contro la Covid-19 distribuiti a livello globale.

Nel corso di di una videoconferenza con gli ambasciatori dei paesi membri dell'Unione africana ha detto che "La pandemia di Covid-19 dimostra anche perché è necessario un quadro normativo continentale unificato. Ho colto l'occasione per invitare tutti i Paesi africani che non l'hanno ancora fatto a ratificare il trattato per l'istituzione dell'Agenzia africana per i medicinali in modo che possa entrare in vigore. L'Oms rimane impegnato a lavorare con l'Unione africana per porre fine alla pandemia di Covid-19 e per sostenere i Paesi africani sulla strada della copertura sanitaria universale, basata su una forte assistenza sanitaria di base. Insieme, per un'Africa più sana, più sicura, più giusta".

27536 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni