Come annunciato, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha firmato una direttiva che vede un taglio importante in materia di scorte. In un anno vi saranno 49 dispositivi in meno, per cui 203 agenti saranno assegnati ad altri servizi. Allo stesso tempo, verrà limitato anche l'uso di auto blindate. "Tuteleremo solo chi è davvero a rischio. L'obiettivo è rendere più efficiente il servizio", spiega il vicepresidente del Consiglio leghista. "Siamo impegnati per garantire la massima tutela per chi è davvero a rischio, ma siamo determinati a recuperare centinaia di donne e uomini delle Forze dell'Ordine per assicurare la sicurezza a tutti gli altri cittadini", continua Salvini dopo aver firmato l'ordinanza per la revisione del sistema.

Come ricorda il Viminale, al 1°giugno 2018, data di insediamento del governo gialloverde, le misure per le tutele personali ammontavano a 618. Risultavano protetti 274 magistrati, 82 politici, 45 imprenditori e 28 diplomatici. Erano impiegati 2.218 fra donne e uomini delle forze dell'ordine, più altri 230 agenti impegnati nelle cosiddette vigilanze fisse, a dimore o luoghi di lavoro. Lo Stato metteva inoltre a disposizione 434 auto blindate e altre 266 vetture non specializzate. Un anno dopo, "all'esito di un primo intervento che ha portato ad una razionalizzazione dell'esistente, le misure di sicurezza sono state 569, con un calo di circa il 9% del numero di agenti utilizzati sia per le scorte personali che per le vigilanze fisse. Per l'esattezza 2.015 le unità delle forze di polizia impiegate (203 in meno rispetto a dodici mesi prima), oltre a 211 per le vigilanze fisse, 404 le vetture blindate e 234 le non specializzate". Il numero dei magistrati che beneficiavano della protezione non ha subito variazioni: è sceso invece il numero dei politici (58), degli imprenditori (32) e dei diplomatici (27).

Salvini: "Questione di buonsenso"

Già nei giorni scorsi il ministro dell'Interno aveva annunciato l'arrivo della direttiva: "La prossima settimana firmerò personalmente la nuova direttiva sulle scorte, che andrà a mettere un po' di ordine e a recuperare un po' di carabinieri e poliziotti, che invece di fare da tassisti torneranno a fare un po' di ordine pubblico in strada". Per Salvini si tratterebbe di una scelta di "buonsenso" che servirà a "restituire ai cittadini un po' di poliziotti togliendo la scorta a chi non ne ha bisogno". Da tempo, sulla questione è aperta una polemica con lo scrittore Roberto Saviano, che aveva commentato: "Matteo Salvini mi vuole togliere la scorta? Magari potessi vivere senza scorta, non vedo l'ora".