Suppletive Camera a Chieti: definita la corsa a quattro, Futuro Nazionale rinuncia alle elezioni
Si è ufficialmente completato il quadro dei pretendenti per le elezioni suppletive della Camera dei deputati nel collegio uninominale della provincia di Chieti, in programma per il 15 e 16 novembre. La consultazione si è resa necessaria dopo le dimissioni dell'economista e parlamentare leghista Alberto Bagnai, nominato all'interno dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Con la scadenza dei termini per il deposito delle candidature presso la Corte d'Appello dell'Aquila, sono quattro gli aspiranti al seggio parlamentare, mentre si registra il passo indietro di Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci.
I candidati in corsa a Chieti alle elezioni suppletive alla Camera
La competizione elettorale vedrà al centro il confronto tra le principali coalizioni, affiancate da forze minori e liste civiche. Il centrodestra ha scelto di puntare su Mario Colantonio, consigliere comunale della Lega a Chieti, sostenuto in modo unitario da tutte le forze della maggioranza di governo. Sul fronte opposto, il centrosinistra e il campo largo schierano Luciano D'Amico, già rettore dell'Università di Teramo e attuale capogruppo dell'opposizione in Consiglio regionale dopo la sfida per la guida dell'Abruzzo nel 2024.
Accanto ai due schieramenti principali si aggiungono altri due profili: Massimo Pasqualone, docente, critico d'arte e consigliere d'opposizione a Torrevecchia Teatina, candidato per Dimensione Bandecchi; e Danilo Ranieri, vicesindaco e assessore alla Cultura di Lanciano, in corsa per la lista Italia Domani guidata da Marco Rizzo.
Il retroscena sul ritiro del movimento di Vannacci
L'elemento di maggior rilievo sul piano politico è la decisione di Futuro Nazionale di non presentare alcuna candidatura nei 104 comuni del collegio chietino. La rinuncia, maturata per decisione diretta di Roberto Vannacci a causa della mancanza di profili radicati sul territorio, viene letta da diversi osservatori anche come un segnale di distensione verso la coalizione di centrodestra e l'esecutivo. I cittadini della provincia teatina saranno chiamati alle urne a metà novembre per determinare chi occuperà lo scranno parlamentare per il prosieguo della legislatura.