Vannacci da Corona: “Meloni è carismatica, Marina Berlusconi un’usurpatrice”
Ospite di Falsissimo, il programma YouTube condotto da Fabrizio Corona, Roberto Vannacci attacca la maggioranza, accusandola di "aver amministrato un fallimento", tradendo i valori del centrodestra. Il leader di Futuro Nazionale dice la sua sui partiti di governo: a partire da Forza Italia, "non è più un partito di destra", passando per la Lega che "ha perso l'anima", fino a Fratelli d'Italia "un partito annacquato".
Tra i temi al centro dell'intervista l'ipotesi di un'alleanza con il centrodestra. Nonostante i primi segnali di arresto, i sondaggi mostrano Vannacci attorno al 7,5%, sopra i due alleati di FdI. Se la premier Giorgia Meloni lo chiamasse offrendogli ad esempio di fare il ministro dell'Interno dopo le prossime politiche, l'ex generale risponderebbe: "Mi dispiace". "A me con il libro sono arrivati i soldi, non tanti, ma sono arrivati", spiega. "Ho visibilità ma non ho cambiato la mia vita e non ho nessuna voglia di andare a fare il ministro dell'Interno. Io voglio dare un futuro diverso alle mie figlie. Il mio scopo non è fare il ministro dell'Interno né della Difesa".
"La mia vita è stata servizio alla patria, ai miei uomini. Non ero là per fare i soldi, ma perché credevo in quello che facevo. È la stessa cosa che faccio ora con la politica", prosegue. Poi la critica a Meloni: "Ha cambiato il suo atteggiamento, io invece ho un approccio completamente diverso, io sono quello che sono e quello che dico. Se vi va bene bene" .
Vannacci dice di avere "pochissimi contatti con i politici" , di non aver mai incontrato il presidente del Senato Ignazio La Russa, co-fondatore di FdI. "Da quando faccio politica non l'ho mai incontrato mentre l'ho conosciuto nella mia precedente vita da militare".
Meloni finora ha evitato il più possibile di dedicare attenzione all'ex generale. Le occasioni in cui la premier ne ha parlato sono state sostanzialmente quelle in cui ha dovuto rispondere alle domande dei giornalisti. Anche durante gli interventi in Parlamento ha rivolto dei messaggi a Futuro Nazionale senza mai citarlo direttamente, a differenza di quanto avviene invece con gli avversari di centrosinistra. "È una sua scelta", commenta l'ex generale.
Poi l'intervista entra nel vivo, con i punti fermi del programma di Vannacci. "Questo è circo", dice a proposito del video di Vladimir Luxuria che al Vco Pride si inginocchia per implorare il campo largo di restare unito e battere così il centrodestra. "Svilisce la politica". Il ddl Zan "è stata un'assurdità: inseriva una manipolazione della giustizia e della legge".
Sull'apertura di Forza Italia sul tema dei diritti civili dice "questa non è la vera destra" ed "è uno dei motivi per cui sono uscito dalla Lega". "Quando mi sono visto un esponente della comunità lgbtq invitato a un evento di partito a fare propaganda ho detto ‘questo non è più il mio partito'". Vannacci parla di presunte "lobby gay" che metterebbero in campo delle strategie per "ottenere il potere".
Secondo l'ex generale, Forza Italia è un partito che è cambiato e il responsabile è la famiglia Berlusconi, Piersilvio e Marina. "Io non lo riconosco più come un partito di destra, l'80% dei voti di Forza Italia in Europa è uguale a quelli del Pd". "A che titolo parla Marina Berlusconi dal momento che non ha nessun ruolo nel partito? A meno che non accettiamo che FI è un partito diretto dall'editoria e dalla finanza". Piersilvio Berlusconi "non si è espresso come Marina in realtà", precisa, definendo la figlia dell'ex premier "un'usurpatrice".
Sul divorzio con Salvini spiega che "l'idea era quella di cambiare la Lega, intanto cercare di capirla perché io vengo da un altro mondo e la mia intenzione era quella di portare la Lega sulle mie posizioni. Tant'è che mi ero inventato il verbo ‘vannaccizzare' la Lega", aggiunge, rivelando che prima dell'entrata nel Carroccio "c'erano stati dei contatti con Fratelli d'Italia ma non sono stati convincenti".
Quanto alle nostalgie verso il Ventennio, Vannacci si giustifica così: "Io richiamo la Decima Mas perché è stato un glorioso reparto della Marina militare con eroi dimenticati che hanno fatto la nostra storia. Dopo l'8 settembre 1943 quello che ha fatto è stato raccontato in determinati modi, ma sono successe tante altre cose. Io quando faccio riferimento alla Decima Mas principalmente mi riferisco a quella di prima dell'8 settembre 43. La storia non può tornare, che torni il fascismo o Mussolini sono tutte balle. Io non voglio uno stato di polizia ma uno stato di legalità", aggiunge.
Poi si arriva alla remigrazione. "Bisogna capire di che cosa si parla, uscire dall'impianto degli ultimi anni. È stato sempre accostato alla destra radicale come sinonimo di deportazione. Non è questo", sostiene. "Remigrazione è il sacrosanto diritto di un popolo autoctono di difendere la propria cultura e identità", aggiunge.
Putin lo definisce "un grande leader" e alla domanda se ha mai ucciso qualcuno nella sua vita da ex generale replica "non rispondo a questa domanda perché è una cosa personale". "Mi porto dietro tantissimi ricordi, mi ricordo ogni attimo, li rivivo ma non ne parlo con nessuno, non ne parlo con mia moglie, né con le mie figlie o gli amici, raramente lo faccio con le persone che hanno vissuto gli stessi eventi".
In chiusura, il leader si presta al gioco proposto da Corona di descrivere con un aggettivo i diversi protagonisti della politica. Si comincia con Beppe Grillo "un comico che non fa ridere", Giuseppe Conte "un furbo", Elly Schlein "inadeguata", Giorgia Meloni "carismatica", Ignazio La Russa "storica", Ilaria Salis "impresentabile", Silvia Salis "una che recita". E poi una sfilza di giornalisti, da Bruno Vespa "istituzionale" a Marianna Aprile "livorosa", passando per Corrado Formigli, Tommaso Cerno, Daniele Capezzone e altri.
Infine, nell'ipotesi in cui trionfasse alle elezioni, Vannacci dice che non chiamerebbe Giorgia Meloni per trovare un'intesa ma aspetterebbe prima una sua telefonata. "Aspetterei che il telefono suonasse. Non mi autoinvito mai da nessuno, è il padrone di casa che invita", chiude.