Manovra 2027

Manovra 2027, il governo vuole di nuovo qualche miliardo di euro dalle banche: loro non sono d’accordo

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A cura di Luca Pons
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Il governo Meloni sta ragionando su un nuovo contributo da chiedere a banche e assicurazioni: le prime stime parlano di 2-3 miliardi, Matteo Salvini si è spinto a cinque. Il presidente di Abi, associazione degli istituti di credito, ha ricordato che un accordo c’è già (da 10,5 miliardi in tre anni). Il tempo stringe: martedì 13 ottobre deve il governo chiarire le coperture per la manovra 2027.

Ormai mancano pochi giorni al momento in cui il governo Meloni dovrà mettere nero su bianco le basi economiche per la legge di bilancio 2027: il 13 ottobre, con il Documento programmatico di bilancio da approvare in Cdm. E così iniziano a circolare diverse idee su dove trovare i soldi, dato che gli impegni sono tanti e i fondi a disposizione no. Un'ipotesi che ha preso corpo negli ultimi giorni è quella di un contributo straordinario da richiedere soprattutto a banche e assicurazioni.

I dettagli sono ancora tutti da scrivere, ma sarebbe una riproposizione della norma che fu inserita nell'ultima manovra. L'importo potrebbe oscillare, stando ai retroscena, tra i due e i tre miliardi di euro. Il problema, però, è proprio che c'è già stata una richiesta simile. Quindi il presidente dell'Abi, l'associazione bancaria italiana, quando i giornalisti gli hanno chiesto un'opinione è stato piuttosto netto: "Abbiamo fatto un accordo triennale l’anno scorso per contributi ulteriori per 10,5 miliardi. Quindi di che parliamo?".

Il nuovo contributo che il governo Meloni vuole chiedere alle banche

L'idea di un contributo da banche e assicurazioni circolava già nelle scorse settimane, ma era spinta soprattutto da ambienti leghisti e non sostenuta dal resto della maggioranza. Ora, invece, sembra essere più concreta. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, una delle figure più importanti quando si tratta di scrivere la legge di bilancio, ha ammesso: "Non vogliamo dare schiaffoni a nessuno. Il dialogo è sempre aperto. Come c’è stato lo scorso anno, vediamo di farlo anche quest’anno".

Le somme, per il momento, sono affidate a ipotesi. Si parla di un introito tra i due e i tre miliardi di euro, ma toccherà ai tecnici del Mef chiarire quali siano i margini. Anche il come ottenere materialmente i soldi non è ancora chiaro. Lo scorso anno il governo unì un intervento sulle DTA (sostanzialmente chiedendo un "anticipo" sui crediti fiscali alle banche) a un aumento temporaneo dell'IRAP del 2%. Si potrebbe proporre un altro aumento, dell'1%, magari per un anno solo, o far salire l'IRES. Si tratta di un discorso separato da quello sugli "extraprofitti", che invece potrebbe coinvolgere le aziende energetiche.

Come ha detto Leo, bisognerà passare dal "dialogo". E l'Abi ha subito messo dei paletti. Il presidente Patuelli ha ricordato: "Con un accordo triennale ci siamo assunti anche un rischio, perché se la crisi si infiamma davvero, noi abbiamo delle addizionali". E ha allontanato l'idea che l'economia italiana vada male mentre le banche incassano: "Se c’è un deterioramento della situazione economica, quel deterioramento a tempo si scarica su di noi. Non ci può essere il Paese che ha problemi e le banche che ininterrottamente vanno bene".

Salvini punta a "almeno 5 miliardi", FI frena. In pochi giorni bisogna scrivere la Manovra

Il tempo a disposizione per definire un'intesa non è molto. Il Consiglio dei ministri in programma per martedì 13 ottobre, che si riunirà dopo che il Parlamento avrà approvato lo scostamento di bilancio per i prossimi anni, dovrà approvare il Documento programmatico di bilancio (o DPB). In sostanza, è un testo che chiarisce le intenzioni (anche) per la legge di bilancio, e deve indicare sia i principali interventi, sia come si intende pagarli. Il testo della manovra andrà inviato al Parlamento una settimana dopo, il 20 ottobre.

Le idee non mancano, dal taglio dell'IRPEF al bollo auto, alla flat tax per i giovani. Poi ci sono gli stimoli che arrivano (e continueranno ad arrivare) sulla scrivania del ministro dell'Economia dai vari settori: il ministro della Sanità Schillaci avrebbe chiesto almeno 5,5 miliardi; i Comuni hanno presentato una lista della spesa da un miliardo di euro per minori stranieri non accompagnati, caro energia, 12mila assunzioni per la polizia locale e più sostegno scolastico ai bambini con disabilità. Senza contare che a causa dell'inflazione i costi fissi – come quelli per le pensioni – saliranno parecchio.

Come affrontare tutte queste spese, ad oggi, non è ancora chiarissimo. Il governo potrà contare sui soldi in più legati al fiscal drag, e sugli ‘avanzi' del PNRR. Poi ci sono gli incassi dell'IVA (che al momento non vengono usati per abbassare le accise), i fondi emersi dai pagamenti digitali e così via. Di margine per indebitarsi ce ne sarà pochissimo. Il puzzle è tutto da comporre, e il governo proverà a infilarci anche un contributo in più dalle banche.

Certo, prima di dialogare con gli istituti di credito l'esecutivo dovrà trovare un compromesso al proprio interno. Probabilmente, le due cose andranno avanti in parallelo. Oggi, Matteo Salvini ha spinto sull'acceleratore: "Potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi", ha detto, parlando di un contributo "volontario, gioioso e spontaneo" dopo un "confronto positivo e costruttivo", anche "senza mettere una norma".

Salvini ha detto anche di sperare che al tavolo del centrodestra arriveranno tutti "di comune accordo" ma in Forza Italia come sempre la linea è opposta. A fine agosto, il segretario Antonio Tajani aveva detto di essere "contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra profitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria". Poi, comunque, aveva aggiunto: "Un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore". Il compromesso andrà cercato su questa linea.

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