Manovra 2027, le proposte sul tavolo: flat tax al 5% sugli aumenti salariali e nuovo tetto per le Partite Iva
Con il progressivo avvicinamento alla sessione autunnale di bilancio, la maggioranza e i tecnici del Ministero dell'Economia hanno iniziato a tracciare la rotta dei principali interventi finanziari. Il quadro operativo in cui si muove il ministro Giancarlo Giorgetti rimane tuttavia estremamente complesso. Da un lato occorre infatti individuare risorse per sostenere il potere d'acquisto di famiglie e imprese, dall'altro bisogna fare i conti con i paletti del debito pubblico e con il costo del rifinanziamento dei titoli di Stato, appesantito dal rialzo dei tassi d'interesse stabilito dalla Banca Centrale Europea e dalle tensioni geopolitiche sui prezzi delle materie prime energetiche.
Per reperire i margini finanziari necessari, il governo punta a utilizzare le clausole di flessibilità concesse dall'Unione Europea, avviando contestualmente una verifica dei bonus statali attualmente in vigore per ridurne il raggio d'azione ed evitare in questo modo sovrapposizioni tra le coperture.
Flat tax al 5% per i giovani sugli aumenti di stipendio
Sul fronte dell'occupazione, il Ministero dell'Economia starebbe lavorando all'introduzione di un incentivo rivolto ai lavoratori più giovani, ipotizzando un'imposta sostitutiva al 5% da applicare esclusivamente sulla quota di aumento salariale concordata tra azienda e dipendente. L'idea guida sarebbe quella di alleggerire il prelievo fiscale sugli scatti di stipendio o sugli incrementi ad personam, al fine di garantire un beneficio immediato al netto in busta paga senza toccare la contrattazione collettiva.
Regime forfettario verso l'estensione a 100mila euro per le Partite Iva
Per quanto riguarda il mondo del lavoro autonomo e dei liberi professionisti, si starebbe valutando un ulteriore ampliamento del regime forfettario con aliquota al 15%. La proposta del governo prevederebbe cioè di alzare l'asticella dei ricavi e compensi massimi dagli attuali 85mila euro fino a 100mila euro annui. Un intervento che punterebbe a semplificare gli adempimenti fiscali e a ridurre la pressione tributaria per i professionisti in fase di consolidamento, pur richiedendo una successiva verifica di conformità con le normative europee in materia di IVA.
Revisione dell'Irpef al 33% per i redditi del ceto medio fino a 60mila euro
Le riflessioni sulla fiscalità generale potrebbero toccare anche la situazione del ceto medio dipendente e dei pensionati, spesso penalizzati nell'accesso ai contributi pubblici. L'ipotesi sul tavolo riguarda la rimodulazione del secondo scaglione Irpef, mediante l'estensione dell'aliquota ridotta al 33% per tutti i redditi compresi entro la soglia dei 60mila euro annui.
Bonus carburanti da 100 euro per i nuclei sotto la soglia Isee
Di fronte al rincaro di benzina e gasolio e alla scadenza del taglio sulle accise, poi, il governo starebbe valutando il passaggio da sostegni generalizzati a interventi altamente selettivi. L'orientamento principale vede l‘introduzione di un contributo straordinario una tantum da 100 euro, destinato esclusivamente alle famiglie che rientrano all'interno di specifici limiti Isee.
Casa: ipotesi Ecobonus al 65% per la transizione energetica
Per quanto concerne l'edilizia, infine, le risorse derivanti dalla flessibilità europea per la transizione ecologica potrebbero alimentare il potenziamento delle detrazioni fiscali sulla casa. L'ipotesi allo studio prevede l'innalzamento della percentuale dal 50% al 65% per gli interventi di efficientamento energetico, come la sostituzione di infissi, la posa di impianti di climatizzazione efficienti e l'installazione di pompe di calore.