Corrado (Pd): “Meloni sul clima non ha strategia: contro caro bollette e benzina servono le rinnovabili”

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Clima, caro-carburanti e PNRR: ad Annalisa Corrado abbiamo chiesto come sta affrontando il Governo le sfide della transizione energetica. L’eurodeputata del Partito Democratico ha attaccato la linea della maggioranza, definendo le promesse sul nucleare “pari pari a dire che Salvini risolverà i problemi dei treni con il teletrasporto”.
Intervista a Annalisa Corrado
Eurodeputata del Partito Democratico ed esperta di transizione ecologica

Centottanta miliardi di euro di danni spazzati via in una sola estate dal clima che cambia, bollette che continuano a salire e una gestione dei carburanti lasciata a tamponi da rinnovare ogni dieci giorni. Sullo sfondo, il dibattito sui fondi europei del PNRR e il ritorno dell'energia nucleare nel dibattito pubblico. Di questo, di accise e di politiche energetiche abbiamo parlato a Fanpage.it con Annalisa Corrado, eurodeputata del Partito Democratico ed esperta di transizione ecologica.

"In Europa si contano per questi fenomeni, solo per questa estate, 180 miliardi di danni. A parte le vite umane, 180 miliardi di danni all'agricoltura, alle attività economiche, alla produttività dei lavoratori", ha dichiarato Corrado a Fanpage.it. Una cifra che pesa come un macigno sui conti del Continente: "180 miliardi che numero è? È un punto del PIL europeo. Ci siamo mangiati tutta la crescita economica europea con questa estate torrida. Se questo non è un problema, quali sono i problemi?".

Sotto la lente d'ingrandimento sono così finite la visione del Governo e le scelte della Presidenza del Consiglio: "Giorgia Meloni non lo nomina mai il clima, l'unica volta che lo nomina è quando si fa bella perché il suo gruppo politico in Europa smonta le politiche green. E pochi giorni fa ha tirato fuori il decreto per ricominciare a trivellare".

Grandi impianti e bollette tagliate

Sulle resistenze territoriali agli impianti a fonti rinnovabili, anche in Regioni guidate dal centro-sinistra, l'eurodeputata ha sottolineato le differenze di approccio: "Bisogna fare un distinguo: una cosa è dire che dobbiamo fare l'hub del gas, il nucleare e ricominciare a trivellare, perché questo ci mette completamente dalla parte sbagliata della storia. Ci sono state delle reazioni di chiusura su cui noi stiamo lavorando, perché è evidente che è un problema, non lo nego. Dobbiamo farli gli impianti, dobbiamo farne tanti, non solo piccoli e non solo comunità energetiche: anche grandi impianti di scala, perché sono quelli che fanno i numeri e abbattono veramente la bolletta delle persone. Una delle nostre proposte è: se io accolgo un grande impianto in un territorio, devo essere parte del beneficio anche economico. Se io vedo cambiare il mio paesaggio, devo avere la bolletta troncata".

I 14 miliardi dell'UE e le pompe di calore

Sul capitolo dei 14 miliardi europei e sulle richieste del Governo a Bruxelles, Corrado ha poi richiamato le prescrizioni arrivate dalla Commissione: "Meloni ha chiesto aiuto all'Europa per continuare con gli aiuti a pioggia. L'Europa gli ha detto: ‘Io ti do la flessibilità, ma ci devi portare a terra la transizione, che è l'unica in grado strutturalmente di abbassare le nostre bollette'". Da qui le priorità individuate dal PD, che l'eurodeputata ha spiegato dettagliando gli interventi necessari: "La cosa più importante è usare questi soldi su strumenti che funzionano già. Per esempio le pompe di calore, che sostituiscono il riscaldamento a gas e ti danno anche il raffrescamento. È una tecnologia europea e italiana su cui siamo eccellenti, che ci libera dalla dipendenza dai Paesi terzi e dal gas d'importazione e che abbatte davvero i costi in bolletta".

Corrado ha poi insistito sulla redistribuzione sociale delle risorse per la casa: "Poi c'è l'efficientamento delle case popolari. In passato si sono privilegiati i condomini di persone con redditi più alti, lasciando indietro l'edilizia sociale e chi ne aveva davvero bisogno. Si sono spesi miliardi senza un criterio di priorità sociale. La povertà energetica è un tema grandissimo, riguarda milioni di famiglie in difficoltà e questi 14 miliardi europei vanno messi e usati lì, non sprecati di nuovo in bonus senza visione".

Caro-benzina e la proposta sulle accise

Passando alla questione benzina e caro-carburanti, la critica all'assenza di programmazione sui trasporti è andata dritta al punto: "Non c'è strategia. L'unica strategia è rimanere l'hub del gas e fare le lotte ideologiche contro l'elettrificazione e l'auto elettrica. Solo che i motori a combustione hanno bisogno di combustibili che noi non abbiamo. La vera soluzione strutturalmente sarebbe rendere sempre meno necessaria l'automobile in qualsiasi sua forma". E sulle misure immediate per gli automobilisti ha aggiunto: "Noi abbiamo proposto le accise mobili: quantomeno è un automatismo, non devi stare là ad aspettare. Dà una possibilità di prevedibilità maggiore rispetto a decidere cosa fare ogni dieci giorni. Questa invece è una strategia a pioggia che manda soldi a chi ne aveva già e non aiuta abbastanza chi non ne ha".

Il PNRR e le rinnovabili

L'eurodeputata ha poi risposto alle rivendicazioni di Meloni sui dati relativi alle nuove installazioni di rinnovabili, smentendo la narrazione sulle scelte dell'esecutivo: "Sì, le installazioni ci sono state, ma quante ne dovevamo fare? Le rinnovabili sono la fonte più economica in assoluto, le stanno installando ovunque nel mondo. I cinesi stanno investendo per diventare la prima nazione elettrificata e a fonti rinnovabili non perché sono diventati improvvisamente ecologisti, ma perché sono le fonti più stabili, affidabili e meno costose. E chi prima arriva meglio alloggia nel mercato globale". Poi ha aggiunto: "Meloni sta gestendo i fondi del PNRR e di REPowerEU che abbiamo voluto noi, mica loro! Lei ha votato contro a un'occasione incredibile! L'Europa ha messo in campo queste risorse proprio per accelerare la transizione dopo lo shock dell'invasione dell'Ucraina. Meloni ha avuto le condizioni di governo più favorevoli della storia per fare la conversione del Paese e la vera svolta energetica, ma non ne ha fatta abbastanza. L'unica cosa che è stata capace di fare è rivendicare i numeri dei progetti messi in campo dai governi precedenti e finanziati dall'Europa".

Perché il nucleare non è la soluzione

Corrado si è soffermata poi sulle ultime mosse del Governo su trivelle e nucleare: "La vera strategia di Meloni sull'energia qual è stata? Buttare la palla in tribuna con il nucleare e adesso addirittura con le trivelle. Toccare il fondo e trivellare! Nel decreto dicono che puntano sul nucleare sostenibile, su questi piccoli reattori che sembrano pucciosi tipo il peluche! Ma non ci vengano a dire che risolveranno i problemi dell'energia con una cosa che non esiste. Il nucleare di terza generazione avanzata ha costi esorbitanti e tempi di realizzazione biblici, mentre la quarta generazione e i piccoli reattori modulari sono ancora in fase sperimentale e non saranno pronti prima di decenni. Ci stanno prendendo in giro da tempo".

Ricordando gli anni universitari, l'eurodeputata ha chiuso con una battuta sulla fusione: "Ventisette anni fa, quando studiavo ingegneria energetica all'università, si parlava della fusione come di una tecnologia che sarebbe arrivata tra trent'anni. Adesso sono passati quasi trent'anni e dicono ancora che arriverà tra altri venticinque! Dire che risolveremo il problema energetico del Paese con la fusione è pari pari a dire che Salvini risolverà i problemi dei treni con il teletrasporto!".

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