Ora che POS e scontrini sono collegati, sono emersi 11,8 miliardi di euro in più: l’effetto sull’evasione

A cura di Giulia Renda
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Nei primi otto mesi del 2026 sono emersi 11,8 miliardi di euro di imponibile in più e 220 milioni di scontrini rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che riaccende il confronto sulla tracciabilità dei pagamenti, sull’uso del contante e sulla lotta all’evasione fiscale.

Nei primi otto mesi del 2026 sono emersi 11,8 miliardi di euro di imponibile in più, insieme a circa 220 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo del 2025. È il risultato del nuovo sistema che mette in relazione i pagamenti elettronici con i registratori telematici, diventato operativo nel corso del 2026.

Che cosa è cambiato con il POS collegato alla cassa

Dal 1° gennaio 2026 la legge prevede il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e il registratore di cassa telematico. L'obiettivo è consentire di mettere in relazione i dati degli incassi effettuati con il POS con quelli dei corrispettivi registrati. L'Agenzia delle Entrate ha previsto un'apposita procedura per effettuare questo abbinamento. Quindi, se in un'attività risultano molti pagamenti elettronici, diventa più facile per il Fisco controllare che a quegli incassi corrispondano anche gli scontrini.

Tra gennaio e agosto 2026 gli scontrini sono aumentati di circa 220 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e la base imponibile emersa è arrivata a 11,8 miliardi di euro. A luglio e agosto, secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, sono comparsi quasi 60 milioni di scontrini aggiuntivi e altri 2,7 miliardi di imponibile.

Non si può parlare automaticamente di 11,8 miliardi di evasione fiscale accertata. Né è possibile dire che lo Stato abbia già recuperato la stessa cifra. Il dato evidenzia che nei sistemi fiscali risultano più vendite rispetto all'anno precedente. Per capire quante di queste vendite corrispondano effettivamente a redditi o imposte precedentemente sottratti al Fisco servirebbero ulteriori verifiche.

Inoltre, il meccanismo è entrato in vigore a gennaio, ma la procedura per effettuare materialmente il collegamento è diventata disponibile a marzo. Per questo non basta prendere l'aumento degli scontrini e attribuirlo automaticamente, per intero e senza altre verifiche, al nuovo sistema.

Contante, pagamento elettronico e l'effetto sull'evasione

Dentro questi numeri c'è anche una discussione che va avanti da anni: quanto bisogna spingere sulla tracciabilità dei pagamenti per combattere l'evasione e quanto spazio lasciare invece al contante? Il governo Meloni, con la legge di bilancio del 2023 ha alzato a 5mila euro la soglia oltre la quale non è possibile effettuare trasferimenti in contanti tra soggetti diversi. Il nuovo collegamento tra POS e registratori telematici va invece nella direzione opposta sul piano dei controlli: più informazioni sui pagamenti elettronici e maggiore possibilità di incrociarle con gli scontrini. L'obiettivo è rendere più facilmente individuabili eventuali differenze tra quanto viene incassato e quanto viene registrato.

Il punto è quanto gli strumenti di controllo riescano a far emergere anomalie e, successivamente, a trasformarle in accertamenti e maggiore gettito. Si vedrà nei prossimi mesi, e nei prossimi anni, se e quanto il collegamento tra registratori di cassa e POS aiuterà anche le entrate dello Stato.

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