Sospetti sugli alleati e data delle elezioni: le riflessioni di Meloni dopo il flop sulle preferenze

A cura di Marco Billeci e Giulia Casula
Mentre si cercano ancora numeri e nomi dei franchi tiratori della maggioranza che nel voto segreto hanno affossato l'emendamento di Fdi sulle preferenze, la Camera ha approvato in prima lettura la legge elettorale. Giorgia Meloni ha annunciato l'intenzione di aprire una riflessione con gli alleati sul grave incidente parlamentare. Un confronto che coinvolgerà diversi temi: dal futuro del disegno di legge sul sistema di voto, che deve ora passare in Senato, alla tenuta dei gruppi parlamentari di Lega e Forza Italia. Fino alla possibile data per le prossime elezioni, con due opzioni sul tavolo.
"Nessun segnale politico", commenta il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. "Qualcuno che non aveva i voti ha votato contro perché pensava di non essere rieletto", dice il meloniano.
Il flop sulle preferenze ha provocato un confronto acceso, durante le dichiarazioni di voto in Aula, tra i big di FdI ed esponenti di governo di primo piano della Lega, finiti nel mirino perché assenti durante la votazione sulle preferenze ma avvistati aggirarsi in quelle ore nei corridoi di Montecitorio.
La caccia ai traditori è destinata a durare a lungo ma cosa succede adesso? Meloni ha detto che serve una riflessioni. "Le riflessioni sono sempre un fatto oggettivamente utile per capire quello che accade e che è accaduto. Se ci sono dei problemi di natura politica si può mettere in discussione", afferma il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. "Se invece, come io penso, ci sono delle velleità individuali a rimanere all'interno di un Palazzo, anche senza avere consenso, quello è un problema di soggetti che magari hanno poca coscienza civile", aggiunge
Fuori dai microfoni, fonti di FdI spiegano ch quello che Meloni vuole capire è se Salvini e Tajani sono ancora in grado di tenere le redini dei loro partiti. Sia FI che Lega sono da mesi attraversati da profonde spaccature interne che probabilmente hanno inciso sul fallimento dell'emendamento. I sospetti sono caduti su Marta Fascina, deputata azzurra e compagna del defunto Silvio Berlusconi. "Non commento", si limita a risponderci.
Nell'ultimo anno di legislatura che si appresta ad affrontare prima di tornare alle urne, Giorgia Meloni ha bisogno di serrare i ranghi. Dopo la pausa estiva la legge elettorale andrà in Senato, dove FdI potrebbe riproporre la questione delle preferenze, con il vantaggio che lì, a differenza della Camera, non c'è il voto segreto.
"In ogni occasione noi proveremo a mettere le preferenze perché crediamo che siano un modo di avvicinare l'elettore all'eletto", dice il responsabile organizzazione FdI Giovanni Donzelli. "Noi siamo coerenti e votiamo quel che crediamo".
Le ipotesi di andare subito alle urne o di anticipare le urne ad aprile sembrano ormai sfumate. Andare al voto ad aprile significherebbe aprire i seggi e chiudere le scuole per tre mesi: tra maggio e giugno infatti ci saranno i due turni di comunali che coinvolgeranno grandi città, da Roma a Milano. Le due date in campo per le politiche rimarrebbero maggio o alla scadenza naturale, a ottobre. Intanto però, Meloni vede avvicinarsi il record di longevità del suo esecutivo. Lo staff di FdI sta già preparando un evento per celebrare il risultato. Le date da cerchiare in rosso sul calendario sono 4 e 5 settembre, quando il traguardo sarà superato. Dopo le tribolazioni di questi giorni per Meloni c'è bisogno di un festeggiamento.