
Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo la rottura sulla legge elettorale. Almeno trenta deputati, soprattutto in Lega e Forza Italia, hanno votato contro la proposta di Fratelli d'Italia che avrebbe introdotto le preferenze in legge elettorale. La presidente del Consiglio dice che "ha vinto la palude" e chiede una "riflessione" all'interno della coalizione: l'ipotesi della crisi di governo non si esclude. Le opposizioni spingono per andare a elezioni anticipate. Polemica in Aula per i deputati di Futuro nazionale che si sono ripresi mentre effettuavano il voto segreto, andando contro il regolamento: la questione potrebbe essere affidata ai questori e, la prossima settimana, potrebbero arrivare sanzioni.
Fratoianni dice che il campo largo è pronto per andare alle elezioni
"È il tonfo di Giorgia Meloni. Hanno perso clamorosamente: ne prendano atto e ne traggano le conseguenze, perché questa vicenda va ben oltre la legge elettorale", ha detto a Repubblica Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e leader di Alleanza Verdi-Sinistra. "Meloni non ha più una maggioranza, e il messaggio politico è molto chiaro: andate a casa". Davanti alla prospettiva di una crisi di governo "noi come coalizione progressista siamo pronti, ma è bene ricordare che a sciogliere le Camere è solo il presidente della Repubblica".
Schlein: "Meloni punita per la sua arroganza, ha un problema con gli alleati: tragga le conseguenze"
"Pur di difendere il suo potere, Giorgia Meloni era pronta a sacrificare le altre donne, con un emendamento che cancellava completamente la parità di genere. Ora dovrebbe trarre le conseguenze di questo suo gesto, perché ha un problema fra i suoi alleati che non vogliono andare avanti con questa legge elettorale". Lo ha detto a Rtl 102.5 la segretaria del Pd Elly Schlein dopo il voto di ieri in cui "la maggioranza è andata sotto e il governo è stato sfiduciato". "È stata punita l'arroganza con cui Giorgia Meloni cercava di imporre legge elettorale piena di problemi con un premio di maggioranza abnorme che propone un antipasto di premierato".
Tutta l'attenzione della destra sui franchi tiratori. E c'è chi esulta: "È la nostra presa della Bastiglia"
Nei corridoi di Montecitorio è iniziata già ieri sera la ricerca frenetica dei franchi tiratori, ovvero i parlamentari del centrodestra che sono andati contro le indicazioni e hanno affossato la maggioranza. C'è chi ha esultato più o meno apertamente dopo il voto: l'impressione è che non sarà mai davvero chiaro quanti siano stati a votare contro l'emendamento di FdI, con le stime che oscillano tra trenta e cinquanta deputati. E ora c'è da capire se si aprirà una vera e propria crisi di governo, che potrebbe significare elezioni anticipate.
Cosa succede adesso alla legge elettorale
Dopo lo shock per la maggioranza che non è riuscita ad approvare l'emendamento sulle preferenze, il centrodestra deve decidere come procedere. La seduta alla Camera, andata avanti fino alle undici e mezza di sera ieri, è convocata alle 9.30. Per il momento non sembra che il governo sia intenzionato ad aprire una crisi, ma nelle prossime ore le intenzioni di Giorgia Meloni e dei suoi diventeranno più chiare. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ieri ha indicato una possibile strada: chiudere la pratica alla Camera e, quando il testo si sposterà a Palazzo Madama, inserire le preferenze. La differenza, infatti, è che al Senato non c'è la possibilità del voto segreto. Ad ora, però, si tratta solo di ipotesi.
Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo la crisi sulla legge elettorale
Il centrodestra si è spaccato: per un solo voto, la proposta di Fratelli d'Italia sulle preferenze in legge elettorale è stata bocciata nella votazione segreta. Almeno trenta, probabilmente di più i parlamentari di maggioranza che hanno votato contro la coalizione e contro le indicazioni dei leader di partito. Ora Giorgia Meloni chiede una "riflessione". Resta l'ipotesi di aprire la crisi di governo, con le opposizioni che chiedono di andare a elezioni già dopo l'estate.