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Sondaggi politici, crollo FdI e Lega: il Cdx perde le elezioni anche se si allea con Vannacci o Calenda

Il dibattito politico si concentra molto sulla riforma della legge elettorale e sulla possibile alleanza tra Futuro nazionale di Roberto Vannacci e il centrodestra. Ma il nuovo sondaggio politico di Bidimedia rivela che, in realtà, potrebbe non cambiare molto: il campo largo unito è davanti al centrodestra in tutte le simulazioni. Complice anche il crollo di Fratelli d’Italia e della Lega.
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A cura di Luca Pons
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Nelle ultime settimane, almeno da quanto Futuro nazionale di Roberto Vannacci ha iniziato il suo boom nei sondaggi, molti hanno sostenuto che per il centrodestra allearsi con Vannacci sia l'unico modo per vincere le prossime elezioni. Il nuovo sondaggio politico realizzato da Bidimedia, però, mette in discussione questa teoria: messi davanti alle possibili coalizioni, gli elettori sembrano comunque preferire il centrosinistra allargato. C'entrano i risultati dei singoli partiti, ma non solo. Fratelli d'Italia perde quasi un punto in due settimane, la Lega continua a scivolare più in basso, ma anche il Pd cala. La differenza la fanno i risultati delle alleanze.

I risultati dei partiti nei sondaggi politici: male FdI, Lega e Pd

Fratelli d'Italia è al 26,7%, lo 0,9% in meno rispetto all'ultima rilevazione. È uno dei risultati peggiori fatti registrare dal partito di Giorgia Meloni negli ultimi anni. Nel centrodestra regge solo Forza Italia, che si mantiene stabile al 7,3%. Continua il crollo della Lega, scesa al 5,7% (-0,3%) e cede terreno anche Noi moderati, scendendo allo 0,6% (-0,4%). L'UDC è allo 0,5%.

Nel frattempo, come confermano tutte le rilevazioni, continua il periodo positivo per Futuro nazionale di Roberto Vannacci, al 6,2% con un balzo in avanti di otto decimi. L'impressione è che si tratti soprattutto di elettori di Fratelli d'Italia e della Lega delusi, e questo, come si vedrà, può rendere più complicata la strada verso un'eventuale alleanza.

Nel centrosinistra il Partito democratico cala al 21,8% (-0,4%). Il Movimento 5 stelle è in lieve crescita al 12,2% (+0,2%). Alleanza Verdi-Sinistra resta sostanzialmente stabile al 6,5% (-0,1%), mentre Italia viva di Matteo Renzi va al 2,4% (+0,2%) e +Europa allo 0,9% (-0,1%). La coalizione include anche Avanti-PSI (con lo 0,6%) e Progetto civico Italia (0,5%).

Ci sono poi le forze al di fuori del cosiddetto campo largo. In particolare, Azione di Carlo Calenda resta al 2,9% e il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin all'1% (+0,1%). Sud chiama Nord, invece, entra nel sondaggio per la prima volta con l'1,1%.

Chi vince le elezioni, le simulazioni delle possibili coalizioni

Facendo una somma aritmetica dei risultati dei singoli partiti verrebbe fuori che il campo largo è al 44,9%, il centrodestra senza Vannacci si ferma al 40,8% e con il generale arriva invece la 47%. Ma, come è noto, non è detto che gli elettori di un partito siano disposti a votarlo in qualsiasi coalizione. Per questo, il sondaggio di Bidimedia ha rilevato anche come andrebbero le possibili alleanze, facendo diverse ipotesi.

Il centrodestra senza Vannacci è dietro il centrosinistra

Se si andasse al voto oggi da una parte ci sarebbe il centrodestra, dall'altra il campo largo, poi a parte Futuro nazionale e una lista centrista composta da Azione e il Partito liberaldemocratico. Il sondaggio dice che, con queste coalizioni a disposizione:

  • il 43,9% degli elettori sceglierebbe il campo largo (meno della somma dei vari partiti)
  • il 42,2% voterebbe il centrodestra (più della somma dei partiti)
  • Il 6% sceglierebbe Futuro nazionale da solo (in leggero calo)
  • Il 4,2% la lista Azione-Pld

Insomma, la vittoria andrebbe al centrosinistra allargato, che con la nuova legge elettorale otterrebbe anche il premio di maggioranza. Tuttavia, la contesa sarebbe più ‘dura' del previsto: la differenza tra centrodestra e centrosinistra sarebbe di meno di due punti, e non di quattro punti come emerge dalla somma dei risultati dei partiti.

Con Vannacci scappano i centristi: il centrodestra perde ancora

Un'altra ipotesi è che il centrodestra decida di allearsi con Roberto Vannacci, creando un'unica grande coalizione. Questo è lo scenario in cui, se si sommano i risultati dei singoli partiti, il centrodestra risulta ampiamente vincitore. Gli elettori però, davanti a queste coalizioni, nel sondaggio hanno scelto:

  • il 45,5% il campo largo (più della somma dei partiti)
  • il 44,5% il centrodestra allargato a Vannacci (molto meno della somma dei partiti)
  • il 6,2% la lista centrista Azione-Pld

Apparentemente, con l'ingresso di Vannacci in coalizione molti elettori presumibilmente centristi lascerebbero il centrodestra. Una parte andrebbe verso il campo largo, e molti sceglierebbero Azione e Partito liberaldemocratico, che infatti cresce di due punti rispetto alla simulazione precedente. La contesa elettorale sarebbe comunque aperta, con un solo punto di differenza tra le coalizioni. Ma non si tratterebbe di una vittoria assicurata per il centrodestra, anzi.

L'alleanza di centro-centrodestra non basta per vincere

E se il centrodestra, allora, scegliesse di lasciare Vannacci per conto suo e allearsi con i centristi? Paradossalmente, il risultato non cambierebbe di molto:

  • il 45,5% voterebbe campo largo
  • il 44% la coalizione di centro-centrodestra
  • il 6,6% Futuro nazionale

Come è prevedibile, il partito di Vannacci risulterebbe rafforzato mostrandosi come ‘vera' alternativa di destra. La coalizione di Meloni-Tajani-Calenda-Salvini (che pure resta difficile da immaginare, politicamente) rimarrebbe a poco più di un punto di distanza dal centrosinistra.

Gli scenari più improbabili: la fuga del M5s e la rottura di tutte le coalizioni

Infine, ci sono due scenari più improbabili. Il primo è anche l'unico in cui il centrodestra risulta vittorioso: immaginando che dal campo largo si stacchi il Movimento 5 stelle, l'attuale maggioranza otterrebbe il 40,7% mentre il centrosinistra arriverebbe appena al 35,3%. Va detto che, sul piano elettorale, la mossa non converrebbe al M5s: prenderebbe solo il 10,5% dei voti, molto meno di quanto si stima oggi nei sondaggi, perché molti dei suoi elettori virerebbero sul campo largo.

L'ultima simulazione è quella più lontana dallo scenario attuale. L'immagine è questa: nel centrodestra entra Futuro nazionale e quindi Forza Italia, che non intende allearsi con Vannacci, lascia la coalizione e si unisce al polo centrista di Calenda e Marattin. Nel campo largo, a quel punto, i partiti centristi (Italia viva, +Europa, Avanti – Psi, Progetto civico Italia) fanno la stessa cosa.

Per realistico o meno che sia, il risultato sarebbe che la coalizione di sinistra (Pd, M5s, Avs) prenderebbe il 41,8% dei voti. Quella di destra (Fratelli d'Italia, Futuro nazionale, Lega) arriverebbe al 39,7%. La coalizione di centro arriverebbe al 16,3%. Nessuno otterrebbe il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale e il Parlamento, di fatto, sarebbe fratturato: molto dipenderebbe dalla disponibilità dei centristi ad allearsi con altre forze.

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