Sondaggi politici, con l’effetto Comunali crolla il Pd e risale FdI: ma il campo largo è ancora avanti

Fratelli d'Italia si riprende un po' del terreno perso negli ultimi mesi, mentre il Pd scende ai minimi degli ultimi anni. Il nuovo sondaggio politico realizzato da Ipsos per il Corriere della sera mostra un ribaltamento che, forse, si può attribuire anche alle ultime elezioni comunali.
Anche se gli analisti hanno spiegato a più riprese che il voto delle amministrative non sposta davvero gli equilibri della politica nazionale, è vero che il centrosinistra aveva investito molto nella vittoria a Venezia. Invece ha vinto il centrodestra, al primo turno, tanto che Giorgia Meloni ha parlato di un "miracolo". In ogni caso, la questione resta aperta per il centrodestra: senza Futuro nazionale di Roberto Vannacci, ad oggi, perderebbero le elezioni contro il campo largo.
FdI e Vannacci crescono, FI crolla e la Lega è ai minimi
Fratelli d'Italia è al 27,6%, in netta ripresa: guadagna l'1,4% rispetto alla rilevazione di fine aprile. Era da febbraio che il partito di Giorgia Meloni non tornava ad avvicinarsi alla soglia del 28% (ed è lontano il 28,8% ottenuto alle ultime europee). Nel mezzo, come noto, c'è stato un referendum sulla giustizia perso che ha riaperto molte delle divisioni e delle crisi interne all'esecutivo.
Se i meloniani reggono, però, gli alleati crollano. Forza Italia scende all'8,2%: è un calo di otto decimi in un mese. Da quando è iniziato il nuovo interventismo della famiglia Berlusconi, in particolare di Marina, impegnata a spingere il partito verso posizioni più ‘liberali' anche in contrasto con FdI e Lega, i consensi sono scesi. Oggi sono in linea con il risultato delle ultime elezioni politiche (8,1%), ma allora il centrodestra vinse soprattutto grazie all'assenza di un'opposizione unitaria.
Prosegue la crisi della Lega, al 5,7%. Il Carroccio resta sostanzialmente stabile (-0,1%) sul dato più basso da inizio legislatura. Nel 2022 prese l'8,8%, alle europee del 2024 salì al 9%. Ma la crisi di oggi è causata proprio dalla persona che ‘salvò', in una certa misura, la Lega in quelle elezioni: Roberto Vannacci, che con il suo Futuro nazionale sale al 4,8% (+0,7%). Stando alla rilevazione, oggi i vannacciani sono a meno di un punto di distanza dall'ex partito del generale. Per loro si prospetta un ruolo decisivo alle prossime elezioni. Infine c'è lo 0,8% di Noi moderati.
Male il Pd, porta giù il campo largo
Il Partito democratico cala al 20,1%: è una perdita del 2,2% in un mese, un vero crollo, che porta i democratici al risultato più basso degli ultimi anni. Che si sia esaurito l'entusiasmo post-referendum, che la delusione di Venezia abbia raffreddato gli animi o che sia altro ad allontanare gli elettori, lo si vedrà nel tempo.
Per il momento il Movimento 5 stelle va al 14,5% (+0,2%), Alleanza Verdi-Sinistra al 6,8% (+0,1%) e anche la parte più centrista della coalizione non registra perdite: Italia viva di Matteo Renzi è al 2%, +Europa all'1,5% (+0,2%). Fuori dalle coalizioni si piazza invece Azione di Carlo Calenda, che mantiene il 3,1%.
Chi vincerebbe oggi le elezioni
I numeri dicono che ad oggi il centrodestra oggi al governo raccoglie il 42,3%. Se alla coalizione si unisse anche Vannacci, sulla carta si arriverebbe al 47,1%. Ma non è così semplice: sembra quasi impossibile per Forza Italia (soprattutto nel nuovo corso tracciato da Berlusconi) accettare un alleato che rivendica così esplicitamente posizioni di estrema destra.
Insieme, Pd-M5s-Avs prenderebbero il 41,4%, meno di un punto al di sotto del centrodestra. Con l'unione di Iv e +Europa si arriva al 44,9% del campo largo. Un risultato che è più basso di quasi due punti rispetto al mese scorso, a causa del crollo del Pd, ma che basterebbe comunque per battere il centrodestra tradizionale. Solo con Vannacci la destra vincerebbe.
Come detto, però, le alleanze sulla carta non necessariamente funzionano alle urne. Forza Italia tollererebbe i vannacciani che oggi attaccano Tajani a più riprese? E la Lega, che si è vista azzoppare proprio dall'uscita del generale? Fratelli d'Italia accetterebbe la concorrenza ‘a destra', magari cercando di domarla in Parlamento come avvenuto con il Carroccio? Dall'altra parte, la coalizione di centrosinistra sarà in grado di formare un programma unitario e risolvere il nodo della leadership? Alle urne manca un anno: forse poco più, forse poco meno. E i problemi irrisolti, da entrambe le parti, abbondano.