Sondaggi politici, chi è crollato e chi è cresciuto di più nei consensi rispetto alle elezioni del 2022

A cura di Giulia Renda
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L’ultimo sondaggio Supermedia YouTrend/Agi racconta uno scenario politico decisamente cambiato rispetto a quello del 2022. Meloni resta davanti a tutti, ma la destra si è fatta più affollata, con l’ingresso di Vannacci che ha cambiato le carte in tavola. Dall’altra parte Pd e Avs hanno recuperato terreno, mentre il M5S ha perso una parte del suo vecchio consenso. In mezzo, il centro che si è spaccato e non ha più ritrovato il peso di allora.

A quattro anni dalle elezioni politiche la Supermedia YouTrend/Agi fotografa uno scenario politico molto diverso da quello uscito dalle urne del 2022.

Fratelli d'Italia resta il primo partito, con il 27%. Ma il confronto con il 2022 racconta una storia un po' diversa da quella di un partito semplicemente in continua crescita: FdI partiva dal 26%, è arrivato al 28,8% alle Europee del 2024, ha viaggiato attorno al 30% nel 2025 e oggi si ritrova al 27%. Quindi sì, il saldo rispetto alle politiche resta positivo di un punto, ma nel frattempo il partito di Giorgia Meloni sembra star attraversando una fase di calo nell'ultimo anno, che ha visto i suoi consensi scendere di circa 3 punti.

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La destra dal 2022 ad oggi è molto più affollata

Nel 2022 il voto della destra girava attorno le tre forze principali: Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Oggi il paniere è più affollato, Futuro Nazionale si è aggiunto alla lista e sin da subito è stato tutto fuorché marginale o di poco conto. Gli ultimi sondaggi lo registrano all'8,1%, davanti alla Lega e sopra anche Forza Italia. In realtà Roberto Vannacci non è esattamente una novità nel panorama politico italiano. Dal 2024 il leader di Fn ricopre la carica di europarlamentare, per quale era stato candidato con la Lega, raccogliendo 532.368 preferenze.

Dopo aver lasciato il Carroccio e fondato il suo partito, Vannacci sta beneficiando di una parte dei consensi di elettori delusi da Lega e Fratelli d'Italia e da persone che erano rimaste fuori dal voto. Il suo partito propone un'offerta politica esplicitamente identitaria, patriarcale, sovranista e nazional-conservatrice, che sta modificando la geografia della destra.

Il problema della Lega è più grande di Vannacci

Il Carroccio è il partito che, rispetto al 2022, ha perso di più: era all'8,8% e oggi è al 5,6%, con un calo di 3,2 punti. Gran parte del suo elettorato, appunto, è stato mangiato da Futuro Nazionale, ma usando una lente d'ingrandimento è facile vedere che c'è di più. La Lega aveva già mostrato difficoltà prima della nascita di Futuro Nazionale. Alle Europee del 2024 si era fermata al 9%, molto lontana dai livelli raggiunti negli anni del boom salviniano.

Il problema è sopratutto interno. La Lega deve fare i conti con una frattura tornata visibile tra la linea nazionale costruita da Salvini e la componente più legata ai territori del Nord, con Zaia, Fedriga e altri amministratori che chiedono più spazio per autonomia e federalismo. Il congresso straordinario annunciato da Salvini per ottobre potrebbe essere la resa dei conti del partito.

Forza Italia e il dopo Berlusconi

Forza Italia oggi è al 7,4%, 0,7 punti sotto il dato del 2022, in calo ma in maniera leggermente diversa rispetto alla Lega e Fdi.  Il primo passaggio è stato quello del dopo-Berlusconi. Con la morte del fondatore, Antonio Tajani ha preso la guida del partito, cercando di occupare quello spazio al centro lasciato scoperto da FdI e Lega. Alle Europee del 2024 FI era riuscita a salire al 9,6%, superando la Lega. Da allora quel risultato si è ridimensionato, ma il partito è rimasto attorno alla quota del 2022.

A sinistra il movimento è quasi l'opposto

Se a destra il problema principale è la frammentazione del voto tra più forze, a sinistra il dato più evidente è il recupero di alcuni partiti rispetto al 2022.

Il Partito Democratico era al 19,1% alle politiche e oggi è al 20,8%. Ma anche in questo caso il numero finale racconta solo una parte della storia. Alle Europee del 2024 il Pd era arrivato al 24,1%, quindi ben cinque punti sopra il risultato delle politiche. Il Pd non ha mantenuto interamente quel picco, ma si è comunque stabilizzato sopra il risultato del 2022.

Ancora più netto il caso di Alleanza Verdi e Sinistra. Nel 2022 era al 3,6%, oggi è al 6,5%: quasi il doppio, con un aumento di 2,9 punti. Alle Europee del 2024 aveva già raggiunto il 6,73%. In quella campagna, segnata dalla candidatura ed elezione di Silvia Salis con oltre 170mila preferenze, Avs è riuscito ad occupare uno spazio, quello di una sinistra ambientalista e sociale, che oggi ha un peso elettorale superiore rispetto all'inizio della legislatura.

M5S: il partito che ha perso di più rispetto al 2022, ma non è sparito

Il Movimento 5 Stelle passa dal 15,4% del 2022 al 12,6% di oggi, registrando un calo importante. Alle Europee del 2024 il M5S era precipitato al 9,99%, molto sotto il risultato delle politiche. Da allora ha recuperato una parte consistente di quel terreno e oggi si trova al 12,6%. Il Movimento sembra aver archiviato la stagione in cui rappresentava il grande contenitore del voto di protesta. Oggi una parte di quell'elettorato si è dispersa, distribuita tra altre forze o semplicemente tornata all'astensionismo.

E il vecchio Terzo Polo?

Nel 2022 Azione e Italia Viva correvano insieme e arrivarono al 7,8%. Pochi mesi dopo, però, il progetto comune è saltato e il Terzo Polo si è sostanzialmente rotto tra Carlo Calenda e Matteo Renzi. Oggi Azione è al 3,4% e Italia Viva al 2,2%. Sommate fanno 5,6%, quindi due punti e oltre sotto il risultato del 2022. Alle Europee, inoltre, il tentativo di riunire una parte di quell'area nella lista Stati Uniti d'Europa non ha superato la soglia del 4%. Da allora quello spazio si è ulteriormente frammentato. Azione ha proseguito il suo percorso politico in autonomia, mentre Italia Viva ha guardato sempre di più alla costruzione di un polo centrista all'interno del campo largo

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